Nell’arte, uno dei temi da sempre più affrontati e apprezzati è sicuramente il concetto dello sconosciuto, che in particolare veicola il luogo dell’abisso e il conseguente terrore che incute nell’uomo. Un essere microscopico al suo cospetto, che non può far altro che guardarlo inerme e incapace di poterne completamente scoprirne i misteri che si celano nelle sue profondità.

Tra le tante opere che sfruttano questo espediente narrativo possiamo trovare Abyssus, un FPS roguelite sviluppato da DoubleMoose Games, che ci porterà nei panni di un palombaro impegnato nella discesa nelle profondità del mare e nella scoperta dei misteri che si celano al suo interno.
Ma andiamo dritto al dunque e iniziamo la nostra recensione!
Trama
Abyssus non dispone di una trama vera e propria ma preferisce ampliare il suo worldbuilding attraverso la narrativa ambientale per raccontare la storia che si cela dietro al profondo abisso che esploreremo oltre che dei tanti esploratori che, prima di noi, hanno voluto cimentarsi nell’impresa di scovare il suo fondo. Fondamentale tenere quindi in mente che il titolo non si perde mai in chiacchere e non arriverà mai a spiegarci più dello stretto necessario.
Infatti, tutto ciò che sappiamo della nostra missione è che siamo un volenteroso avventuriero incaricato di esplorare le rovine di un antica civiltà sommersa dal mare al fine di recuperare un grande carico di Salamoia, una sostanze tanto potente quanto misteriosa.

In ogni stage troveremo, negli intermezzi fra una battaglia e l’altra, pagine di diari in cui verranno descritte fasi di costruzione delle armi, pensieri sugli abitanti dell’abisso e gli effetti di una dilagante maledizione che affligge gli avventurieri.
Ricostruire a poco a poco la storia del mondo di gioco sarà interessante, essendo comunque un aspetto curato del prodotto, ma ci è ugualmente sembrato che le note leggibili fossero troppe poche e non abbastanza per far effettivamente appassionare il giocatore.
Gameplay
Il gameplay di Abyssus è il medesimo che si può trovare in un roguelite classico, con una successione di stanze ricolme di nemici e utili potenziamenti che scompariranno assieme a noi non appena verremo uccisi.
Oltre alla solita richiesta di uccidere ogni avversario, all’interno delle stanze ci saranno spesso nuovi obiettivi che ci chiederanno, ad esempio, di distruggere degli oggetti particolari o di fermarci in determinati punti.
Questi sono una buona aggiunta per dare varietà alla formula di gameplay e per aggiungere anche un po’ di difficoltà ma spesso tendono a diventare alquanto tediosi, soprattutto se ci saranno problemi di comunicazione all’interno del team (o se i nostri compagni online non vorranno minimamente ascoltarci).
Man mano che andremo avanti negli stage dovremo affrontare sempre più nemici contemporaneamente arrivando a creare un ambiente molto caotico e a tratti confusionario, ma sarà sempre divertente inoltrarci nel frenetico abisso e farci strada tra orde di nemici.

A darci una pausa dalla frenesia dei combattimenti ci saranno delle zone intermedie dentro le quali potremo trovare negozi, scrigni con potenziamenti e delle aree segrete sbloccabili sparando a determinati elementi dello scenario. Tuttavia, la maggior parte delle volte queste sezioni saranno abbastanza e vuote e ci ritroveremo semplicemente a correre da uno stage all’altro.
Dentro quest’ultime, però, potremo trovare anche delle armi completamente nuove che si aggiungeranno alle poche a nostra disposizione, radicalmente diverse tra di loro ma tutte ugualmente divertenti da utilizzare.
In Abyssus, una volta completata una stanza ci sarà sempre un altare particolare accanto all’uscita, grazie al quale potremo ottenere potenziamenti per le nostre armi, nuove abilità o anche più vita, nel caso decideremmo di affidarci alla fortuna.
Nelle prime run sarà interessante scoprire a poco a poco le diverse migliorie disponibili e capire con quali ci troviamo meglio, ma questa sensazione finirà presto dato che, allo stato attuale del titolo, sono ancora un po’ limitati.
Il problema della ripetitività non sta solo nel sistema degli upgrade ma anche nella struttura delle run stesse, con stage sempre uguali e così anche i nemici e i boss che dovremo affrontare, dando presto al giocatore una sensazione di monotonia.

Uno dei difetti più grandi del titolo è da trovarsi proprio nelle sue boss fight, a tratti eccessivamente complesse e sbilanciate, che utilizzeranno spesso attacchi molto difficili da schivare e ci toglieranno un gran numero di HP.
Sfruttando una buona combinazione di abilità, riusciremo tuttavia a sbarazzarcene immediatamente, anche se questo fattore contribuisce alla grande difficoltà del titolo nel momento in cui decideremo di affrontare una run da soli.
Infatti, Abyssus può essere giocato in singleplayer o fino a quattro giocatori, ma la sua complessità non ci permette di consigliarlo a chiunque voglia giocarci da solo, trovando l’esperienza sicuramente più tarata per essere sperimentata da una lobby completa.
Fortunatamente è possibile unirsi a stanze già create e, unendosi a giocatori già in stadi avanzati del loro gameplay, sarà possibile sfruttare i potenziamenti e le abilità da loro ottenute.
Comparto artistico e tecnico
Abyssus è un titolo che si considera brinepunk, una combinazione fra l’estetica steampunk e quella tipica dei fondali marini coniata propria dal team di DoubleMoose Games. Seppur questa sia molto derivativa dallo stile retrofuturistico che ormai ben conosciamo, riesce comunque a ritagliarsi la sua unicità per offrire un mondo dall’aspetto molto peculiare che il giocatore avrà il piacere di esplorare.
Il mondo di gioco non conserverà tuttavia il medesimo look per tutta la sua durata, dato che ogni area avrà la propria tematica, e conseguente estetica differente, e questi cambiamenti si noteranno anche nel design dei mostri che affronteremo che presentano le caratteristiche più disparate.

Uno degli aspetti meglio riusciti del titolo è proprio la sensazione di stupore che suscita nel giocatore qualvolta si scoprirà una nuova area, soprattutto nelle fasi iniziali in cui vedremo cose a noi completamente sconosciute.
La soundtrack del gioco è molto semplice ma riesce ad essere accattivante, adeguandosi all’aspetto circostante e infondendo il mood adatto nel giocatore per eliminare orde su orde di nemici.
Quanto al comparto tecnico, durante il nostro provato non abbiamo riscontrato particolari problemi o cali di frame e, inoltre, nonostante sfrutti uno stile grafico più realistico e dettagliato, può essere giocabile anche su macchine meno performanti.
Tuttavia, vi saranno diverse occasioni in cui dovremo affrontare un gran numero di nemici a schermo e questo potrebbe comportare delle problematiche su PC di fascia bassa.
Ringraziamo Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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