Recensione Absolum | La perfetta evoluzione del beat ‘em up moderno

Data di uscita
Ottobre 9, 2025
Piattaforme
Steam | Nintendo Switch
Il nostro Punteggio
8.5
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Il “rogue ‘em up”, un’innovativa fusione tra l’azione arcade classica dei picchiaduro a scorrimento laterale e le moderne meccaniche roguelike che garantiscono una rigiocabilità pressoché infinita. Così viene definito dagli stessi sviluppatori Absolum, l’ultima creazione del publisher Dotemu, noto per aver ridefinito il genere dei beat ‘em up moderni con capolavori come Streets of Rage 4 e Teenage Mutant Ninja Turtles: Shredder’s Revenge.

Il celebre editore francese non ha certamente lavorato da solo, ma ha unito le forze con Guard Crush Games per il design del combat system, e Supamonks, studio di animazione francese specializzato in contenuti 2D e 3D di altissimo livello, per ottenere come risultato un titolo che ha superato ogni aspettativa. Le meccaniche del genere beat ‘em up trovano in Absolum una reinvenzione che mantiene intatta l’essenza dell’azione già vista in classici come Golden Axe, arricchendola con elementi di progressione e varietà tipici dei titoli roguelike.

L’approccio adottato dal team di sviluppo mira a massimizzare tanto l’accessibilità quanto la profondità strategica, riuscendo a creare un’esperienza che soddisfa sia chi si avvicina per la prima volta al genere, sia i veterani più esigenti.


La rovina di Talamh

La storia di Absolum si svolge in un mondo fantasy di nome Talamh, devastato da una catastrofe magica causata dall’eccessiva sete di potere di alcuni potenti maghi. Tale cataclisma ha generato una profonda diffidenza verso la magia tra la popolazione comune, favorendo l’ascesa del tiranno Azra, il Re Sole. Il despota ha sfruttato il caos per consolidare il proprio potere, riuscendo a soggiogare i maghi superstiti attraverso il suo esercito, l’Ordine Cremisi. In questo scenario apocalittico, l’alta incantatrice Uchawi guida il nostro piccolo gruppo di ribelli che, capaci di usare dei poteri magici, sfidano il regime oppressivo per restituire la libertà e dignità al mondo di Talamh.

La lore del mondo di gioco viene inoltre approfondita attraverso dialoghi di NPC nel Santuario che funge da hub principale, oppure tramite la voce della dea Uchawi, esaminando alcuni background specifici di determinate zone. Abbiamo apprezzato parecchio lo stile narrativo, che ci ha reso possibile capire in modo chiaro la trama di base, arricchendoci spesso con delle chicche sul passato di Talamh.


Pestare non è mai stato così soddisfacente

Proprio come in Streets of Rage 4, il sistema di combattimento che ritroviamo in Absolum è tutt’altro che deludente, e non farà altro che tenervi incollati allo schermo grazie alla sua straordinaria profondità tattica. Le meccaniche di base non includono solamente attacchi leggeri, pesanti e grab, ma anche le fondamentali meccaniche di evasione e contrattacco che permettono di stordire i nemici deflettendo o schivando gli attacchi al momento giusto. 

Le abilità più potenti sono invece regolate attraverso l’utilizzo di un sistema di mana basato su delle tacche che si riempiranno man mano che i nostri colpi andranno a segno, ed è presente inoltre un sofisticato sistema di pressione che consente di “rompere l’equilibro” dei nemici con attacchi consecutivi, lanciandoli letteralmente attraverso lo schermo. Insomma, dietro l’apparente semplicità si nascondono tecnicismi più profondi, che sono riusciti a farci innamorare di questa gemma sin dai primi momenti di gioco, e che siamo convinti possano catturare da subito anche gli amanti del genere. 

L’armata rivoluzionaria

Il roster di personaggi non è immenso, ma vi assicuriamo che non serve la quantità quando si punta sulla qualità. Tra i quattro eroi disponibili, ognuno di essi si distingue profondamente in ogni aspetto, a partire dalle semplici combo fino all’intera caratterizzazione – fisica e psicologica – di ciascun ribelle.  

Tuttavia, per le prime ore di gioco sarà possibile giocare solamente con Karl, un nano che combatte usando i pugni e un’arma da fuoco, e Galandra, un’elfa poco eloquente che brandisce un enorme spadone. Ma non dovremo aspettare troppo prima di incontrare altri due ribelli che si uniranno al nostro cammino, prima a Grandery, dove troveremo la bandita Cider, e successivamente nelle paludi di Jaroba, nelle quali si unirà a noi il giovane mago Brome.

Ogni run è diversa dalla precedente

L’anima roguelike si manifesta attraverso un profondo sistema di progressione a doppio binario: da una parte gli upgrade permanenti acquistabili nell’hub principale tramite i cristalli raccolti durante le run, dall’altra gli artefatti temporanei che modificano radicalmente il nostro parco abilità per tutta la durata della sessione corrente. 
Questi ultimi si dividono in semplici oggetti, i quali attribuiscono bonus alle nostre statistiche, e potenti Riti, che conferiscono alle nostre azioni determinati poteri, come ad esempio ustionare i nemici o persino evocare scheletri. I Riti disponibili sono inizialmente di un numero limitato, ma sarà possibile sbloccarne altri sia col progredire nelle varie zone della mappa, sia acquistandoli presso un NPC situato al Santuario.

E non solo, perché persino il nostro moveset può essere ampliato in seguito alla sconfitta di un boss, permettendoci di scegliere tra due potenziamenti che arricchiranno le nostre opzioni in battaglia. A tal proposito, non abbiamo fatto a meno di notare quanto rapidamente queste boss fight diventino ripetitive, nonostante le fasi multiple e le meccaniche uniche per ciascuno di essi. 

Naturalmente, non basta questo piccolo difetto ad intaccare la purezza di quello che risulta essere un gameplay eccellente, quasi perfetto, capace di scatenare un vero e proprio caos ordinato sul vostro display. Un putiferio che diventa ancora più divertente, se aggiungiamo il fatto che c’è il supporto non solo per la co-op online, ma persino per una modalità split screen che permette ad un altro vostro amico di unirsi alla lotta per sconfiggere Azra.


Il mondo di Talamh respira

Se abbiamo fatto già i complimenti al team – o meglio, i team – per il lavoro svolto nelle fasi più movimentate, non possiamo che lodare anche la maniera in cui è stato costruito il mondo di gioco. Le regioni di Talamh non sono dei semplici corridoi, bensì dei veri e propri percorsi ramificati, all’interno dei quali avremo la possibilità di decidere da che parte andare.

Ad esempio, nella prima isola troviamo subito una diramazione che ci consentirà di andare a nord, verso una fortezza medievale popolata da ostili soldati, oppure a sud, alla volta di un villaggio ormai in rovina a causa dei goblin. La nostra decisione non cambierà solamente il background e la caratterizzazione delle aree seguenti, ma anche gli eventi, i boss e gli NPC che troveremo lungo il nostro viaggio, i quali ci assegneranno di volta in volta varie side quest.

Le missioni secondarie si integrano perfettamente con la natura roguelike di Absolum.
Non è raro durante l’esplorazione di Talamh imbattersi in NPC bisognosi che richiedono il nostro aiuto per le più svariate necessità, dalla liberazione di villaggi sotto assedio al recupero di oggetti perduti. Il geniale sistema di quest, tuttavia, spesso ci indirizza verso zone già visitate, rendendo necessario rimandare il completamento delle missioni alle run successive e alimentando una curiosità irrefrenabile che ci spinge a tornare sui nostri passi per scoprire come si evolveranno le quest lasciate in sospeso.

Insomma, le varie possibilità offerte dalla mappa di gioco contribuiscono dunque ad alleviare – ma senza risolvere completamente – il problema della ripetitività, dal momento in cui in ogni nostra partita si potrebbe verificare un nuovo evento o la scoperta di una nuova variabile che contribuirà a rendere sempre più ricca la nostra esperienza di gioco. 


Un successo artistico

Dal punto di vista grafico, Absolum si presenta come un trionfo visivo caratterizzato da uno stile colorato e incredibilmente dettagliato, interamente disegnato a mano e che ci ricorda davvero tanto la fumettistica americana risalente agli anni ‘90. Le animazioni fluide e il feedback visuale durante i combattimenti testimoniano l’esperienza di Supamonks nell’animazione di alto livello, al punto che ogni frame fa capire la passione e l’attenzione maniacale ai dettagli che gli animatori hanno riversato in questo titolo.

Se è stato fatto un lavoro magistrale per il reparto grafico, lo stesso si può affermare per quanto riguarda la colonna sonora, che vede partecipi dei volti noti nel panorama musicale videoludico. Gran parte della OST è composta dal rinomato Gareth Coker, noto per i suoi lavori su Prince of Persia: The Lost Crown, Ori and the Will of the Wisps, e Halo Infinite, mentre nelle altre tracce troviamo la presenza di musicisti del calibro di Mick Gordon (DOOM Eternal), Yuka Kitamura (Elden Ring), e Motoi Sakuraba (Dark Souls).

In un’intervista, Coker ha affermato di aver tenuto un ritmo serrato di 160-180 battiti per minuto studiando meticolosamente ogni movimento dei personaggi, mentre circa il 60% della soundtrack è stata registrata dal vivo a Vienna con un ensemble di 65 musicisti, garantendo una qualità di produzione di livello cinematografico. I quattro biomi distinti presentano tracce ambient che prevengono la monotonia, culminando in brani come “The Lizard King” che Coker definisce “il più selvaggio mai scritto”, mentre l’intera esperienza viene esaltata da una filosofia compositiva che lega indissolubilmente ogni nota all’identità del gioco.

La nostra prova su Steam Deck 

Se avete dei dubbi riguardo lo stato attuale di Absolum su Steam Deck sappiate che, nonostante non sia stato ancora verificato da Valve, abbiamo svolto la nostra prova sul modello OLED senza alcun bug o crash, ad un framerate costante di 60FPS. La natura handheld ci ha consentito peraltro di goderci ovunque l’esperienza di gioco, garantendoci una durata della batteria che si aggira tra le 4 e le 5 ore


Ringraziamo Cosmocover per averci per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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Absolum (PC)
In conclusione...
Absolum si afferma come una delle sorprese più riuscite del 2025, dimostrando che l'innovazione nel genere beat 'em up è ancora possibile quando viene affidata a mani esperte. Il combat system stratificato, seppur all’apparenza basilare, offre una profondità tattica che trasforma ogni scontro in un’elegante danza che richiede tempismo e riflessi. Certo, la natura ripetitiva del genere roguelike potrebbe manifestarsi dopo decine di ore, ma la varietà offerta dai quattro personaggi, dalla combinazione di build e dalle quest secondarie garantisce una rigiocabilità che difficilmente stancherà nel breve periodo.
Pregi
Mix di generi azzeccato
Combat system eccezionale
OST sopraffina
Stile grafico delizioso
Difetti
Alla lunga diventa ripetitivo
8.5
Voto