
Scrivere in merito ad un videogioco sviluppato da una software house italiana e ambientato nello “stivale” è sempre qualcosa di bello, in quanto serve anche a dare un po’ di visibilità a certi titoli nella marea di produzioni internazionali che caratterizzano il mercato videoludico.
Sedleo, questo il nome della casa di sviluppo, fin dalla presentazione di questo suo primo
progetto non ha mai nascosto la volontà di voler mettere sul piatto qualcosa di particolarmente gustoso, soprattutto dal punto di vista tecnico, stilistico e del gameplay, qualcosa che strizzava l’occhio alla serie Hellblade di Ninja Theory.
Con il passare del tempo, l’avvicinarsi della data di uscita e il rilascio della demo, avvenuto due settimane prima della versione finale del gioco, ci si è resi però conto che l’opera contenesse più di qualche criticità.
Viene da pensare che la differenza tra le due aziende (non solo a livello numerico, ma probabilmente anche di budget) non ha permesso a Sedleo di mantenere lo stesso standard qualitativo del capolavoro del team britannico.
Ovviamente non è tutto da buttare, ma forse la casa di sviluppo italiana ha fatto il proverbiale passo più lungo della gamba.
Se volete sapere cosa ci ha convinto, ma anche particolarmente deluso, continuate a leggere la nostra recensione di 1348 Ex Voto, disponibile dal 12 marzo per PC e Sony PS5, PS5 Pro .
TRAMA E NARRAZIONE
Iniziamo dagli aspetti più riusciti della produzione, ovvero la storia ed una messa in scena
che ci hanno positivamente colpito.
Come dice il titolo Ex voto è ambientato intorno al 1400 nell’Italia del Medioevo, un epoca
complicata, caratterizzata dalla peste che flagellava la popolazione, dalla mentalità che vedeva la donna relegata a comprimaria e dalla Chiesa che si abrogava il diritto di vita o
morte su chi venivano accusati di eresia.
Due donne, due destini
In questo contesto si intrecciano le vite di due giovani donne: da una parte Aeta, cavalleressa
errante che soffre per la perdita di entrambi i genitori e si rifugia nel combattimento per
rispondere a una solitudine opprimente; dall’altra Bianca, nobildonna costretta e
segregata dalla società e usi del tempo.
Tra loro nasce un amicizia profonda, un legame indissolubile, che rischia di spezzarsi nel
momento in cui Bianca viene rapita durante una brutale invasione da parte di una fazione
di cui non conosceremo mai il nome (verranno nominati semplicemente come Briganti).

Aeta, la protagonista che controlleremo in gaming, sarà disposta quindi a fare un voto, una
promessa: quella di cercare e liberare costi quel che costi, a suon di fendenti, la persona a
lei più cara.
Inizierà quindi un viaggio attraverso boschi e colline appenniniche, borghi e castelli molto
ben rappresentati alla ricerca di Bianca, cercando di soddisfare quella sete di giustizia da troppo
tempo “reclusa” negli animi della nostra eroina.
Ritmo e protagonista convincenti
Sadleo è stata capace di mettere in scena una buona trama attraverso dialoghi ben
caratterizzati, che tengono alto il ritmo e non risultano mai banali, ma anzi, incuriosiscono
e sollecitano il giocatore a proseguire per conoscere quali saranno i destini delle due
donne.
La discreta qualità delle cutscene, al netto di alcuni difetti tecnici che tratteremo
nell’apposita sezione, permettono al giocatore di immergersi nella storia e percepire gli
stati d’animo della protagonista.

La presenza di personaggi secondari, che avremo modo di conoscere con il proseguo
dell’avventura, ampliano un po’ la trama e ci aiutano a comprendere meglio il periodo
storico in cui ci troviamo.
In definitiva lo sviluppatore è riuscito a ricreare in modo abbastanza fedele e con dovizia di
particolari narrativi il clima difficile di quel tempo e a proporre una storyline che abbiamo
decisamente apprezzato.
GAMEPLAY E PROGRESSIONE
Andremo ad analizzare ora la sezione in cui abbiamo riscontrato più problemi, ossia quella relativa al gameplay, soprattutto per ciò che concerne il combat system.
L’ambizione da parte del team di sviluppo di voler creare qualcosa di importante si è scontrata con l’amara realtà: per poterlo fare sarebbero serviti più tempo, più grafici e probabilmente anche più soldi, poiché la sensazione che Sedleo si sia ritrovata nella condizione di dover per forza rinunciare a qualcosa è netta.
Mondo di gioco lineare, forse troppo
Aeta si troverà a spostarsi in un ambiente estremamente lineare e caratterizzato da aree decisamente circoscritte.
La protagonista percorrerà sentieri, zone boschive e borghi in pieno stile medievale che permetteranno solo piccole deviazioni verso punti che celano risorse, tesori o elementi utili alla nostra eroina; queste aree saranno a volte raggiungibili tramite la risoluzione di semplici puzzle ambientali.

Tutto abbastanza lineare e non consideriamo questo come un vero e proprio difetto, semmai possiamo dire che la poca varietà rendono l’esplorazione e lo spostarsi tra i diversi luoghi alla lunga un po’ ripetitiva.
Ad accentuare questa percezione è anche il fatto che tutti gli ambienti di gioco (sia gli spazi aperti che le abitazioni) sono praticamente privi di interazione con gli elementi che li compongono.
La sensazione quindi di muoversi all’interno di una mappa “povera” e a conti fatti poco realistica, seppur graficamente appagante, è tangibile. Basti pensare che all’interno dei boschi non si vedrà mai un animale o uccello o anche alla quasi totale assenza di elementi distruttibili fuori o dentro le case.
Combat system, il vero problema
Dove 1348 Ex Voto pecca, e non poco, è nel sistema di combattimento che purtroppo presenta alcune grosse imprecisioni.
La nostra protagonista ha a disposizione una sola arma (la spada) e può decidere se adottare lo stile ad una o due mani.
Sia nel primo, che nel secondo caso, i movimenti di Aeta risultano un po’ lenti e abbastanza impacciati; a rendere più grave la situazione è che a volte, anche premendo il tasto corretto, il gioco non restituirà l’azione di attacco ad esso associato.

Anche le fasi di parata e schivata non sono sempre precise, per non parlare del contraccolpo (la parata seguita da un fendente rapido in risposta), che siamo riusciti a portare a termine una decina di volte in tutta l’avventura.
Se a questo si aggiungono nemici che cadono morti sotto i nostri colpi per poi “resuscitare” e attaccare ancora, e una gestione della telecamera nelle fasi di attacco molto confusionaria, si può comprendere come il combat system di Ex Voto ci abbia parecchio deluso.
E questa è una grave criticità per un titolo che avrebbe dovuto trovare soprattutto nelle fasi di combattimento i maggiori punti di forza.
SI terminerà a fatica, per non rigiocarlo
Nel corso dell’avventura potremo raccogliere vari miglioramenti per la nostra arma o acquisire pergamene utili alla crescita di diverse abilità per poter rendere Aeta più forte e agile in battaglia.
Questo servirà a ben poco perché gli scontri, sia con i nemici che soprattutto con i tre boss dislocati a inizio, metà e fine avventura, risulteranno comunque abbastanza frustranti per non dire irritanti, dovendosi spesso affidare alla fortuna per eseguire la combinazione corretta di attacchi.

Il gioco non permette di impostare un livello di difficoltà e dobbiamo ammettere che di per se non è un titolo troppo complicato; sono semmai i difetti sopra elencati a renderlo tale.
Per arrivare al termine della storia basteranno circa dodici ore di gioco, un tempo tutto sommato in linea con altre avventure simili, ma i problemi inerenti il combat system ed una progressione fin troppo lineare non vi faranno venir voglia di rigiocarlo, anche per la totale assenza di obiettivi secondari.
COMPARTO TECNICO
Concludiamo la recensione approfondendo il comparto grafico e sonoro di 1348 Ex Voto che, se da una parte ci ha convinto, dall’altra non è esente da qualche difetto di troppo.
Come già scritto Sedleo si è avvalsa dell’Unreal Ungine 5 che è in grado di portare su schermo ambienti molto dettagliati e di sicuro impatto visivo ma, come avrete modo di leggere, non è tutto oro quello che luccica.
Panorami mozzafiato, personaggi un po’ meno
L’aspetto che visivamente lascia letteralmente a bocca aperta è la resa visiva delle varie location: che si tratti di zone boschive, sentieri in collina, borghi, ruderi o castelli la qualità generale è veramente elevata.
Texture super definitive, ottimamente illuminate, scorci e panorami che inviteranno il giocatore a fermarsi ed osservare, tutto è impeccabile; quello che invece colpisce molto meno è la realizzazione tecnica sia delle protagoniste principali che degli altri personaggi.
Aeta e Bianca non convincono per realizzazione tecnica, soprattutto per quello che concerne la resa dei capelli, e di alcuni dettagli come gli occhi o la bocca.
Questo si percepisce soprattutto nelle cutscene, dove si ha un netto contrasto tra la qualità visiva degli ambienti e quella delle protagoniste; anche i nemici non hanno una definizione così elevata e troviamo pochissima varietà.

Che siano soldati, fanatici religiosi o briganti si ha la sensazione di trovarsi di fronte quasi sempre agli stessi modelli e questo rafforza il concetto di ripetitività già menzionata nella sezione relativa al gameplay.
Buona invece la resa di ombre e luci ed anche per quello che concerne i particellari come il fumo o il fuoco ci hanno discretamente convinto.
Il comparto audio non brilla per originalità e alcune tracce audio a volte non “seguono” in modo corretto quanto succede sullo schermo.
Menzione particolare per il doppiaggio, quello originale si avvale infatti della collaborazione di doppiatori noti come Alby Baldwin e Jennifer English e sono inoltre disponibili anche i sottotitoli in italiano.
Troppi glitch e bug
La versione per PC da noi testata ha mostrato, purtroppo, una quantità di difetti ed errori grafici notevole, partendo da diverse compenetrazioni della spada o dei nemici stessi nelle strutture come mura e case, fino a veri e propri glitch ed artefatti poco piacevoli.
Anche gli scenari hanno sofferto per la “creazione” delle texture man mano che si progrediva, oltre a qualche calo di framerate nelle fasi più concitate degli scontri con in nemici.
Infine segnaliamo che il gioco è andato letteralmente in crash quattro volte durante le dodici ore impiegate a terminarlo e in una circostanza ci siamo trovati ad “attraversare” il pavimento dopo aver eseguito un salto tra una piattaforma e l’altra.
Sedleo, probabilmente, non ha ottimizzato a dovere il titolo e speriamo che in fase di lancio possa correggere, almeno in parte, gli errori sopra segnalati ma, al netto di quanto scritto sopra, la nostra configurazione di prova (i7 13a Gen., 16Gb RAM DDR5 e RTX4080), ci ha permesso di giocare in 4K a 60FPS con dettagli elevati grazie al DLSS di NVidia.
Ringraziamo ICO Partners per averci fornito una chiave del gioco per realizzare queste prime impressioni.
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