Nonostante per alcuni non sia più la stessa icona di un tempo, è innegabile che Sonic resti uno dei simboli più riconoscibili della storia dei videogiochi e che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fase di popolarità grazie al successo dei film e a una serie di titoli che ne stanno lentamente ricostruendo e rafforzando l’immagine.
E se oggi sta conquistando una nuova generazione di giovanissimi, molti giocatori di lunga data lo ricorderanno ancora come il leggendario rivale del nostro idraulico preferito, Super Mario.
Le loro sfide, come molti di voi sapranno, si sono giocate soprattutto nel genere platform, ma i fan più affezionati sanno bene che Sonic e compagni, in più di un’occasione, si sono anche affrontati in gare di alta velocità in una serie di racing game.
Tra i titoli più apprezzati di questa categoria troviamo senza dubbio Team Sonic Racing, un gioco di corse frenetico in cui il riccio blu gareggia a velocità mozzafiato su quattro ruote e senza esclusione di colpi, diventando in breve tempo un must-have per gli appassionati.

L’enorme successo ricevuto non poteva dopotutto che portare a un seguito, ed eccoci quindi qui a parlare di Sonic Racing: CrossWorlds, attesissimo racing game che non solo include molteplici personaggi dell’universo di Sonic (che resteranno comunque in maggioranza), ma ospiterà anche una valanga di guest star ben note: dal carismatico Joker di Persona 5 a Ichiban della serie Like a Dragon, passando per Steve di Minecraft e persino Hatsune Miku.
Insomma, un titolo davvero pieno di sorprese che non potevamo assolutamente lasciarci perdere alla Gamescom 2025, dove lo abbiamo provato in anteprima per raccontarvi le nostre prime impressioni su quello che potrebbe rivelarsi il più agguerrito rivale di Mario Kart World!
Trovare il setup perfetto
Pad alla mano, veniamo subito colpiti dall’enorme profondità di personalizzazione offerta dal gioco. Si parte già dalla scelta del personaggio, che determina le statistiche iniziali con cui affronteremo le prime gare, e da lì in avanti potremo intervenire sul nostro kart, selezionare la tipologia di veicolo e assegnare vari equipaggiamenti in degli slot.
Bisognerà però tenere in mente che alcuni di questi occupano due spazi, altri addirittura tre, e con un massimo di soli cinque diventa fondamentale bilanciare al meglio le abilità del proprio setup.
Per via della durata limitata della demo non abbiamo potuto, ovviamente, sperimentare tutte le possibili combinazioni, ma nelle poche corse affrontate ci è bastato anche solo effettuare qualche modifica per notare immediatamente quanto il gameplay mutasse sensibilmente, e non solo nei movimenti ma anche nelle abilità a disposizione.

Alcune permettono, ad esempio, di avere un ulteriore slot strumenti, altre di modificarne l’ordine di utilizzo; altre ancora incidono sulle statistiche o introducono piccoli effetti extra che modificano notevolmente lo stile di gioco (come la possibilità di avere un ulteriore livello di boost nelle derapate).
Sarebbe falso quindi non ammettere che questa prova ci abbia acceso una forte curiosità sul testare tutte le strategie possibili, e non vediamo l’ora di sperimentarle in gara e combinarle tra loro per scoprire i mix più creativi ed efficaci che ne tireranno fuori la massima utilità.
La gestione della difficoltà
Ci buttiamo quindi finalmente in pista, e incontriamo subito uno degli elementi distintivi della serie: i rivali. All’inizio di ogni gara, infatti, ci verrà assegnato casualmente un avversario tra tutti i personaggi disponibili, che farà di tutto per ostacolarci e metterci i bastoni tra le ruote, rendendo la corsa decisamente più impegnativa.
La particolarità è che il rivale, durante la gara, interagirà con noi attraverso brevi dialoghi, arricchiti da due cutscene pre-renderizzate (una in apertura e una a fine corsa) che ricordano molto le introduzioni dei combattimenti nei picchiaduro.
Qui i personaggi si scambieranno battute diverse a seconda della coppia scelta, aggiungendo così un tocco di immersione e fanservice che i fan, di certo, non mancheranno di apprezzare.

Questa meccanica, tuttavia, si pone come particolarmente interessante soprattutto per la possibilità di personalizzarne la difficoltà, decidendo quanto sarà abile e aggressivo il rivale durante la corsa e quindi quanto rappresenterà una reale sfida. A questo si unisce poi la scelta della velocità dei tracciati, suddivisi in quattro livelli progressivi.
Insieme, queste opzioni permettono di calibrare la difficoltà in base alle proprie capacità, incrementandola gradualmente per mantenere sempre alta la sfida in un sistema che stimola a migliorarsi, con l’obiettivo finale di affrontare e vincere il livello di difficoltà più alto del gioco.
Troppo simile a Mario Kart?
Il paragone con chi, da sempre, è stato considerato il principale rivale dell’idraulico baffuto è praticamente inevitabile in un titolo di questo tipo. E, in effetti, il feeling provato durante le corse ricorda molto da vicino la serie antagonista, ricordandoci tuttavia maggiormente il tipo di gameplay che possiamo trovare su Mario Kart 8 Deluxe più che quello del recente Mario Kart World.
Ma si tratta di un difetto che sminuisce il lavoro degli sviluppatori? Assolutamente no. Anzi: non è un segreto che le novità introdotte nell’ultimo capitolo della saga Nintendo non abbiano convinto proprio tutti, e proprio per questo è piacevole trovare un gioco che, pur essendo nuovo e quindi al passo con le ultime novità tecniche, sappia riproporre uno stile di gameplay più familiare.

Inoltre, pur poggiando sulle stesse fondamenta (come il boost di partenza, l’uso degli strumenti o le classiche derapate), grazie al livello di personalizzazione descritto in precedenza e ad alcune meccaniche sviluppate in maniera differente, Sonic Racing: CrossWorlds riesce comunque a mantenere una propria identità.
Non dà mai l’impressione di essere un semplice “Mario Kart con le skin di Sonic”, ma piuttosto un’esperienza parallela con caratteristiche ben definite.
Per questo, al di là delle inevitabili discussioni tra i fan, non si può parlare di una vera rivalità: si tratta piuttosto di due titoli che offrono un gameplay simile, ugualmente divertente ma comunque distinto, capaci di convivere senza oscurarsi a vicenda.
A rafforzare questa impressione contribuisce anche la scelta di rendere Sonic Racing: CrossWorlds disponibile su tutte le piattaforme con supporto al cross-play, aprendo le porte a un pubblico molto più ampio e permettendo a tanti giocatori di provare un gameplay che finora era rimasto legato esclusivamente alle console Nintendo.
Sfrecciare tra piste spettacolari
Uno degli aspetti, senza ombra di dubbio, più difficili da realizzare in un racing game è sicuramente il level design: le piste devono essere stimolanti e cinematografiche ma leggibili e abbastanza pulite da permettere al giocatore di capire sempre cosa sta accadendo. E se un universo colorato e vivace come quello di Sonic poteva destare qualche dubbio proprio su questo fronte, possiamo dire con piacere che non è stato affatto il caso.
Ogni tracciato si è rivelato estremamente chiaro e immediato da interpretare, pur mantenendo un gameplay dinamico e ricco di effetti visivi ben curati e ambientazioni che riprendono alcuni tra i capitoli più amati della serie, spaziando dalle origini storiche fino a scenari direttamente ispirati al più recente Sonic Frontiers.
Ne risultano quindi piste visivamente appaganti, cariche di nostalgia e sorrette da una resa grafica che valorizza ogni ambientazione e, da un punto di vista grafico, Sonic Racing: CrossWorlds sembra promettere davvero tanto.

E dal punto di vista tecnico? il gioco è sorprendentemente fluido, e tutto ciò che avviene a schermo viene renderizzato con grande rapidità senza il minimo calo di framerate, nonostante l’alta velocità delle corse. Anche le transizioni tra un tracciato e l’altro all’interno della stessa gara, rese possibili dagli anelli-teletrasporto che rappresentano la feature distintiva di questo titolo, risultano a dir poco impeccabili.
Persino sul fronte sonoro, le prime impressioni sono state altrettanto positive. È vero, non tutti i remix si adattano perfettamente al ritmo frenetico delle gare, ma rimangono comunque una minoranza in una colonna sonora piena di composizioni assolutamente degne di nota, come l’OST dell’ultimo giro che ci ha sempre regalato quell’adrenalina extra che serve per spingere al massimo fino al traguardo.

In definitiva, Sonic Racing: CrossWorlds ci è apparso come un titolo ricco di potenzialità. La presenza di numerosi crossover lo rende un appuntamento imperdibile sia per gli amanti del riccio blu che per i fan delle IP SEGA, ma più in generale sembra avere tutte le carte in regola per regalare ore e ore di puro divertimento sia in solitaria che in compagnia, online o sul divano con gli amici.
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