Il 2025 sarà sicuramente un anno che i fan di Patapon non dimenticheranno facilmente. Sì, perché dopo due decenni senza novità ecco che, come un fulmine a ciel sereno, arriva l’annuncio prima di Ratatan, sequel spirituale della saga, poi di Patapon 1+2 Replay (a proposito, qua la nostra recensione), remastered dei primi due celebri capitoli della serie.
Ratatan rappresenta un’esperienza che risveglia emozioni sopite da ormai troppo tempo, facendo intuire che il desiderio di ogni fan, dal nome “Patapon 4”, stesse per divenire realtà. Questo successore spirituale, nato dalla campagna Kickstarter del designer Hiroyuki Kotani, si presenta come un’evoluzione coraggiosa della formula classica con una natura roguelike che tuttavia porta con sé anche alcune criticità familiari quanto preoccupanti.
La genesi di Ratatan
Prima di addentrarci nella disamina del titolo, è necessario fare un breve excursur per ricostruirne la nascita, iniziando proprio con una delle campagne Kickstarter più di successo nel panorama videoludico degli ultimi anni. Lanciata nell’agosto 2024, ha frantumato ogni aspettativa raccogliendo oltre 219 milioni di yen (circa 1,5 milioni di euro) da quasi 15.000 sostenitori in un solo mese.
Questo supporto travolgente, che ha superato di gran lunga il modesto obiettivo iniziale, ha permesso di sbloccare feature ambiziose come il multiplayer online, nuovi personaggi e una colonna sonora arricchita, dimostrando il ruolo fondamentale della community nel plasmare l’ambito del gioco.

Tuttavia, il percorso verso l’Early Access non è stato però privo di ostacoli: la demo rilasciata durante lo Steam Next Fest di giugno ha superato i 270.000 download, ma ha anche generato tanti feedback negativi che hanno costretto il team a posticipare il lancio.
Le principali criticità evidenziate dalla community includevano tutorial e UI difficili da comprendere, una struttura roguelike e un ritmo delle ricompense insoddisfacenti, in parte fortunatamente risolti col rilascio della versione attuale.
La rivoluzione del gameplay
Il cuore pulsante di Ratatan risiede nella sua natura ibrida tra rhythm game e roguelite e, a differenza della struttura mission-based di Patapon, abbraccia un approccio roguelite dove si attraversano stage successivi combattendo nemici e raccogliendo upgrade temporanei per la run corrente, insieme a materiali per miglioramenti permanenti nell’hub.
Il giocatore controlla direttamente un Ratatan al comando di una squadra di creature chiamate Cobun, manovrate con il magico strumento chiamato Melodium attraverso comandi ritmici semplificati ma efficaci.
Al posto dei quattro tamburi PATA, PON, CHAKA e DON, il gioco utilizza tre comandi: RATTATTA, ZUNTAKA, YAHOI, corrispondenti a tre pulsanti che devono essere premuti seguendo battute di quattro tempi, sempre visibili in fondo allo schermo. Questa semplificazione offre sei combinazioni di comandi nella versione Early Access, un numero inferiore rispetto alle nove di Patapon, ma funzionale per l’esperienza di gioco.

Il sistema di battaglia si rivela sorprendentemente accessibile per i neofiti del genere, e la curva di difficoltà iniziale è piacevole, permettendo di padroneggiare gradualmente gli aspetti tattici: osservare i pattern dei nemici, schivarne gli attacchi e infine riuscire a scatenare le diverse tecniche frenetiche che variano in base al Ratatan scelto, e se perderete i vostri Cobun non sarà la fine del mondo, poiché si rianimano automaticamente finché il Ratatan resterà in vita.
Il feeling percepito mentre guidavamo i Cobun in battaglia è riuscito a rievocare alla perfezione quello provato anni fa sui capitoli della PSP.
Quando si riesce a mantenere il ritmo per sequenze prolungate, vedere la colonna sonora intensificarsi e i personaggi scatenarsi in battaglia genera una scarica di adrenalina che ricorda i momenti migliori di Patapon, finendo per venire assorbiti noi stessi dal ritmo.
Non è oro tutto ciò che luccica
Nonostante il nostro amore per il gameplay, durante la nostra prova sono emerse preoccupazioni significative che rispecchiano i classici problemi appartenenti al genere roguelite, e di conseguenza anche Ratatan non può che cadere nelle solite trappole quali la ripetitività e, soprattutto, i problemi di bilanciamento. I primi mondi risultano gestibili, ma dal quarto e quinto ogni nemico richiede tempi particolarmente lunghi per essere eliminato, costringendoci a ripetere un numero indefinito di run al fine di “grindare” upgrade del Ratatan o potenziare armi dei Cobun.

Questo sistema di progressione tende a diventare frustrante perché è slegato dalle abilità effettive del giocatore, riducendo le battaglie nei mondi finali a dei semplici “DPS check” in base ai nostri parametri.
Non aiuta nemmeno il sistema di equipaggiamento pensato per questo titolo che, piuttosto che esserci d’aiuto, ci confonde senza farci percepire differenza tangibili tra la maggior parte degli elementi equipaggiati. Inoltre, nonostante il controllo piuttosto libero del Ratatan sia una novità interessante, non aggiunge particolare valore all’esperienza e la rende invece quasi confusionaria.
Un multiplayer problematico
Fortunatamente, esiste una soluzione elegante ai problemi di bilanciamento: la modalità cooperativa. Unirsi a lobby casuali o giocare con amici trasforma completamente l’esperienza, permettendo di raggiungere boss finali e sbloccare upgrade molto prima del previsto.
Il design è in effetti proprio orientato verso esperienze cooperative contro i boss assieme a tre compagni, ricontestualizzando l’intera esperienza in una versione più divertente e caotica nella quale il bilanciamento passa in secondo piano e le lamentele sui picchi di difficoltà scompaiono.

O almeno, questo è quanto riportato sulla pagina Steam, dato che purtroppo non siamo mai riusciti a trovare nessun compagno nelle lobby casuali per fare una partita rapida. Inizialmente pensavamo fosse un problema legato alla connettività della nostra Steam Deck, ma anche facendo dei test con il nostro laptop non siamo stati in grado di trovare alcun giocatore nel matchmaking, nonostante l’attesa di circa 20 minuti.
Colori e contrasti
Visivamente, Ratatan segna una netta evoluzione rispetto al suo predecessore, adottando uno stile artistico significativamente più colorato e dettagliato che trasforma i piccoli personaggi monoculari in creature più elaborate e vivaci, mantenendo il fascino originale ma con una ricchezza visiva superiore.

Tuttavia, questa evoluzione presenta anche alcune criticità: il maggiore dettaglio e la palette colorata più ricca creano problemi di contrasto che rendono talvolta difficile distinguere i Cobun e i proiettili dal background, che in Patapon veniva invece gestito meglio grazie al suo stile minimalista. La differenziazione tra primo piano e sfondo risulta qui meno immediata, impattando occasionalmente sulla leggibilità dell’azione.
Prospettive future
La roadmap con i futuri update promette contenuti aggiuntivi sostanziosi che dovrebbero alleviare la ripetitività attuale, includendo prima una modalità SUPER FEVER e più tardi i Ratatan Oscuri, dei quali non possiamo che essere curiosi a riguardo.
Il team di sviluppo ha dimostrato di essere particolarmente ricettivo al feedback della community, come evidenziato dal posticipo dell’Early Access per implementare miglioramenti basati sui commenti della demo.

Il produttore Kazuto Sakajiri ha inoltre enfatizzato che “il lancio dell’early access non è la fine ma una nuova linea di partenza”, promettendo di ascoltare più che mai il feedback dei giocatori.
Pareri finali
Ratatan non è semplicemente “Patapon 4” sotto mentite spoglie, ma un’evoluzione naturale che cerca di adattare la formula originale ad uno stile di gioco più attuale e, per quelli come noi che hanno nostalgia della serie originale, offre un’esperienza sufficientemente distintiva da sentirsi fresca e nuova. Nonostante i difetti evidenziati – principalmente legati alla struttura della progressione e alla ripetitività – il gioco è riuscito a divertirci dal momento in cui si preme play.
Nonostante percepiamo un enorme potenziale, è doveroso sottolineare come serva del tempo per manifestarlo a pieno, e con gli update futuri non possiamo che essere curiosi di tutto ciò che gli sviluppatori hanno in serbo per questo piccolo diamante grezzo.
In definitiva, non possiamo che raccomandarlo per gli amanti del genere e i nostalgici di Patapon, con la piena consapevolezza che si tratta di un prodotto in evoluzione che esprime il suo vero potenziale principalmente nella modalità cooperativa.
Ratatan è disponibile in early access su Steam.
Ringraziamo Pressengine per averci per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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