Prime Impressioni Forever Skies | Il cielo è l’ultimo rifugio

Sono passati ormai diversi anni da quella che potremmo definire l’epoca d’oro dei videogiochi survival, un genere la cui popolarità spesso non è andata di pari passo con l’originalità delle meccaniche, ma che ha comunque celato in sé diverse perle degne di nota. Sulla scia del successo di titoli come Raft, uno studio indipendente polacco decide di proporre una nuova esperienza che trasporta il giocatore centinaia di metri sopra una Terra ormai immersa nel verdume di un’aria mefitica.

Forever Skies, sviluppato da Far From Home e disponibile in accesso anticipato dal giugno 2023, rappresenta, almeno per ora, un esperimento riuscito nel coniugare elementi consolidati del genere survival con una direzione artistica e narrativa che privilegia l’esplorazione verticale e la solitudine contemplativa.

Siete pronti a solcare cieli tossici alla ricerca di risposte?
Scopritelo in queste prime impressioni!


INCIPIT NARRATIVO

La storia ci pone nei panni di uno scienziato sopravvissuto sulla Terra al seguito di una catastrofe ecologica globale che ha reso l’intero pianeta invivibile, ricoperto da una coltre tossica impenetrabile che avvolge le rovine della civiltà. La missione consiste nel recuperare informazioni vitali e ricercare una cura per un virus che affligge i sopravvissuti rifugiatisi oltre l’atmosfera terrestre. Il contesto narrativo non ambisce ad una complessità eccessivamente articolata, mantenendosi lineare e funzionale allo scopo di accompagnare la progressione attraverso le diverse zone contaminate che dominano l’inquietante skyline.

La narrazione procede in maniera non lineare mediante obiettivi progressivi che sbloccano nuove aree e tecnologie, seguendo un percorso che riesce a mantenere un equilibrio discreto fra esplorazione libera e binari narrativi preimpostati. Il metodo utilizzato è, piuttosto banalmente, quello dei log e della scansione tramite il nostro palmare, nulla di innovativo ma comunque tanta carne al fuoco per chi dovesse trovarsi interessato dall’intreccio narrativo che il team ha voluto imbastire. Del resto, al cuore dell’esperienza troviamo la componente atmosferica; Forever Skies punta tutto sulla solitudine e sul senso di disfacimento, eppure l’esperienza complessiva si rivela sorprendentemente rilassante, priva di quella tensione costante tipica dei survival più punitivi e spietati.

L’aggiornamento “Echoes Parte 1”, rilasciato nel novembre 2025, ha introdotto dieci missioni secondarie che approfondiscono le vicende degli abitanti del mondo pre-catastrofe, arricchendo il tessuto narrativo con frammenti di storytelling ambientale che ricompensano l’esplorazione meticolosa degli ambienti. La principale critica in questo senso va al layout e alla varietà di questi ultimi, che iniziano a ripetersi già nelle prime ore di gioco con delle piccole ed eventuali variazioni che non bastano affatto a mantenere fresca l’esperienza.


IL GAMEPLAY
LA COSTRUZIONE DELL’AERONAVE

L’elemento cardine attorno al quale ruota l’intera esperienza ludica è l’aeronave personalizzabile, autentico fulcro sia meccanico che concettuale del titolo. A differenza dei survival tradizionali dove la base rimane un punto statico della mappa, qui trasportiamo letteralmente la nostra casa attraverso i cieli contaminati, navigando fra grattacieli in rovina, antenne arrugginite e piccole piattaforme sospese costruite dagli ultimi disperati sopravvissuti.
​Il sistema di costruzione modulare permette di espandere progressivamente l’aeronave aggiungendo sezioni funzionali: laboratori di ricerca, aree di coltivazione idroponica, depositi, alloggi e vari macchinari di raffinazione.
La gestione del peso costituisce un parametro fondamentale, richiedendo di volta in volta la costruzione di macchinari aggiuntivi per mantenere la capacità e la velocità di volo, costringendo il giocatore a pianificare con attenzione l’architettura della propria base volante.

La raccolta delle risorse segue dinamiche ormai ultracollaudate ma ben contestualizzate nello scenario si esplorano rovine, si estraggono materiali dai detriti, si analizzano campioni organici e si sbloccano progressivamente progetti tecnologici che ampliano le nostre probabilità di sopravvivenza. L’update “World Evolved”, rilasciato contestualmente all’introduzione della cooperativa lo scorso dicembre, ha introdotto significative migliorie al sistema di progressione, un sistema di biomi più coerente che sostituisce la generazione procedurale eccessivamente casuale adottata in precedenza, l’esplorazione verticale su quote differenti con risorse e minacce specifiche, un sistema di manutenzione dell’aeronave con danni realistici, e incontri casuali dinamici durante i voli che aggiungono un po’ di pepe all’altrimenti tranquillissima navigazione dei cieli. Avendo fatto esperienza del gioco immediatamente dopo queste introduzioni, oltretutto in cooperativa, possiamo affermare che queste componenti sono divenute talmente centrali da rendere difficile immaginare lo stato precedente dell’esperienza.

LA MODALITÀ COOPERATIVA

La funzionalità cooperativa, lungamente attesa dalla comunità e rilasciata nel dicembre 2024, permette fino a quattro giocatori di collaborare per sopravvivere sulla medesima aeronave. Il sistema prevede un host che mantiene la proprietà del mondo e dell’aeronave, mentre gli altri partecipanti si uniscono come membri dell’equipaggio, condividendo tutte le attività di costruzione, raccolta, ricerca e sopravvivenza.

L’esperienza multiplayer amplifica notevolmente l’efficienza operativa, anche se il loot non condiviso rende abbastanza caotiche le fasi di esplorazione dei relitti. Mentre un giocatore pilota l’aeronave, gli altri possono dedicarsi simultaneamente alla gestione dei laboratori, alla raccolta risorse durante le soste, o alla manutenzione dei sistemi danneggiati, un cambiamento veramente radicale del loop di gameplay.


COMPARTO ARTISTICO E TECNICO

Dal punto di vista grafico, Forever Skies adotta un registro tendenzialmente “realistico” ma comunque stilizzato, privilegiando atmosfere cupe e post-apocalittiche senza mai scadere nel tetro opprimente. La coltre tossica che scorre fra i palazzi in rovina costituisce un elemento visivo costante e davvero efficace, trasmettendo quella sensazione di pericolo latente che caratterizza l’intera esperienza e che stupisce in alcuni specifici frangenti.
Non a caso i grattacieli diroccati, le strutture arrugginite e i detriti fluttuanti creano uno scenario verticale suggestivo, particolarmente durante le tempeste elettriche che attraversano periodicamente le zone esplorabili. La colonna sonora accompagna efficacemente l’atmosfera contemplativa del titolo senza mai risultare invadente, privilegiando toni ambientali che supportano l’esplorazione solitaria senza sovrastare i vari suoni ambientali, fondamentali per percepire pericoli imminenti come tempeste o sciami di insetti.

D’altro canto, le animazioni e i modelli mantengono una qualità appena discreta, risultando funzionali e abbastanza coerenti con la direzione artistica complessiva.
Anche l’interfaccia utente si è rivelata generalmente chiara e intuitiva, sebbene durante le fasi avanzate con aeronavi particolarmente complesse la gestione di tutti i sistemi possa risultare leggermente macchinosa e muoversi fra una stanza e l’altra sia diventata un’impresa a causa delle hitbox.

Sul fronte prestazionale, l’esperienza risulta generalmente solida su configurazioni medio-alte, sebbene qui e lì abbiamo incontrato dei cali di framerate abbastanza gravi. Nel nostro caso, un PC con una RTX 4070 e un i7 di tredicesima generazione ha faticato a mantenere i 60FPS in risoluzione 2k nonostante l’utilizzo del DLSS, indicando che c’è ancora molto da fare per smussare il titolo da un punto di vista tecnico.


LE NOSTRE CONCLUSIONI… PER ORA

Forever Skies si configura quale proposta genuinamente interessante nel panorama dei survival contemporanei, distinguendosi grazie ad un’ambientazione inusuale e un’atmosfera contemplativa che privilegia l’esplorazione metodica dei residui di civiltà che si pareranno sul nostro cammino. La scelta di trasformare la base in un elemento mobile aereo costituisce un’intuizione efficace che differenzia sensibilmente l’esperienza rispetto alle alternative fin ora presenti sul mercato, conferendo un senso di progressione tangibile attraverso l’espansione fisica dell’aeronave che non provavamo dai tempi del prima citato Raft.

L’introduzione della modalità cooperativa ha ampliato considerevolmente le possibilità ludiche senza snaturare l’identità fondamentale del titolo, permettendo sia esperienze solitarie intimiste che collaborative più dinamiche. Il supporto post-lancio dimostrato dal team di Far From Home attraverso aggiornamenti sostanziali testimonia un impegno concreto nel perfezionare e arricchire il prodotto oltre il rilascio iniziale, e speriamo continui così ben oltre il termine della fase early access.
Coloro che ricercano un survival rilassante ma coinvolgente, caratterizzato da un’ambientazione post-apocalittica suggestiva e meccaniche di base-building aereo peculiari, troveranno in Forever Skies un’esperienza ruvida ma già meritevole di attenzione. La roadmap futura promette ulteriori contenuti narrativi e ambientali, e sarà interessante verificare come il team continuerà a sviluppare le potenzialità di una formula che tutto sommato ci ha già convinto dalle sue fondamenta.


Ringraziamo PressEngine per averci fornito una chiave del gioco per realizzare queste prime impressioni.
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