Prime impressioni Daxy x Jones |  La vendetta è un piatto che va servito freddo!

Uno degli eventi più interessanti e attesi dalle community PC è senza dubbio lo Steam Next Fest; si tratta di un periodo della durata di un paio di settimane in cui una marea di sviluppatori pubblicano una demo a tempo limitato del loro titolo, per farlo provare all’immensa platea della piattaforma di Valve. Tra questi, ha catturato la nostra attenzione un progetto in particolare: si chiama David X Jones, sviluppato da Parasight e pubblicato pochi giorni fa nella sua versione in Early Access.

Dopo qualche ora di gioco, siamo pronti a darvi le nostre prime impressioni.


NARRAZIONE E WORLD BUILDING

Davy x Jones è un bizzarro FPS che ricrea a modo suo il mito di Davy Jones, re dei pirati e terrore dei sette mari: in questo caso, il fortuito incontro/scontro con un suo contendente, il leggendario capitano Barbanera, lo ha condotto alla morte.

Davy x Jones

Ovviamente, ciò non basterà a fermare Davy Jones, che risorgerà sul fondo degli abissi ma in una forma abbastanza diversa. Infatti, la sua testa verrà “staccata” dal resto del corpo, e diventeranno “indipendenti” l’una dall’altro (chiamati, rispettivamente, Davy e Jones). Il giocatore prenderà il controllo del secondo, mentre la prima, rappresentata come un teschio fluttuante, farà da guida per le nostre gesta e, al contempo, da principale narratore degli eventi. Com’è facilmente intuibile, dovremo risalire i meandri più profondi degli abissi con l’intenzione di andare alla ricerca di Barbanera, ottenere la nostra vendetta e rivendicare il titolo di conquistatore dei mari.

L’aspetto che più colpisce al primo impatto riguarda senza dubbio il concept creativo alla base del worldbuilding e le relative ispirazioni estetiche. Il tutto rientra infatti in una forma di fantasy ben specifica, che mescola tematiche dalle tinte dark come la morte, l’aldilà e la spiritualità e le inserisce in un contesto di natura piratesca, fatto di battaglie navali, antiche ricchezze perdute e criminalità.
Il tutto condito con un’abbondante dose di follia e di quel sarcasmo tipico di quel contesto, elemento altamente caratterizzante della produzione.

In questo, spiccano le ambientazioni: il mondo subacqueo di Davy x Jones è infatti zeppo di stramberie, tra gigantesche creature, navi fantasma fluttuanti, misteriose singolarità, una fauna e una flora di difficile concezione e una serie di altri improbabili elementi, che vivacizzano il mondo di gioco in un modo tutto loro. Questo è, a conti fatti, il punto più interessante dell’opera: si tratta di uno di quei casi in cui la trama verticale passa quasi in secondo piano per dare spazio al contesto narrativo, ambientale e tematico.
Per questo motivo, il suddetto mondo di gioco merita di essere approfondito proprio per la sua unicità nel prendersi sul serio e nel risultare al tempo stesso umoristico e totalmente fuori di testa. Per rendere meglio l’idea, Davy x Jones ci è sembrato quasi il punto di incontro tra Pirati dei Caraibi e Alice nel Paese delle Meraviglie, e lo diciamo con l’accezione più positiva possibile.


IL GAMEPLAY

Purtroppo, tutto cambia quando si prende il controllo del personaggio: in questo senso, l’opera di Parasight propone un gameplay FPS abbastanza basilare. Attraversando una serie di ambientazioni più o meno lineari, ci ritroveremo ad affrontare minacce di vario tipo, da scheletri ghignanti a mostruosità multiformi degli abissi, e lo faremo con una spada nella mano sinistra e una pistola magica in quella destra. Se con la prima potremo effettuare parry e attacchi corpo a corpo, la seconda ci consentirà di colpire i nemici dalla distanza con due modalità di fuoco differenti: lo sparo semplice e quello caricato (una sorta di lanciagranate). A ciò si aggiunge qualche potere e abilità (come, ad esempio, il rampino) da sbloccare avanzando nell’avventura o potenziando il personaggio tramite uno skill tree basilare.

Come detto in precedenza, tutta la componente relativa al combat system non risulta particolarmente all’altezza delle aspettative. Nonostante una buona responsività dei comandi, il gameplay loop risulta semplicemente macchinoso e poco soddisfacente, a causa di un feedback dei colpi e di una resa degli impatti tutt’altro che piacevoli. L’azione risulta poi “sporca” e spesso poco comprensibile, piena di elementi visivi che sembrano sempre fuori posto (e di cui non si capisce bene l’interattività), creando un pasticcio a schermo non indifferente. Le sensazioni pad alla mano ci hanno ricordato quelle di Sea of Thieves (anche in quel caso dense di legnosità), ma con la differenza che nell’opera di Rare i combattimenti rappresentavano solo una parte marginale dell’esperienza, mentre in questo caso occupano praticamente la totalità delle meccaniche.


COMPARTO TECNICO ED ESTETICO

Tutto ciò si riflette anche sulla componente prettamente grafica: nonostante il forte carattere estetico di cui sopra, texture, poligoni, modelli e altri elementi dello scenario (di cui gli ambienti strabordano) non sono semplicemente gradevoli alla vista. Al contempo, va detto che si tratta di un titolo chiaramente a basso budget, mentre il fatto che sia in versione Early Access aiuta, ma fino a un certo punto. Per quanto ci sia ampio margine di miglioramento (Parasight ha già provveduto al rilascio di varie patch), non vorremmo che tali pratiche diventino uno standard, nonché un pretesto alquanto antipatico per giustificare mancanze e ruvidità “iniziali” del software.

davy x jones v1 896198

Nonostante ciò, Davy x Jones rimane un progetto abbastanza unico da risultare interessante e del quale vorremmo conoscere gli sviluppi: restiamo in attesa e ci prepariamo per la recensione quando avverrà il rilascio completo.


Ringraziamo Plan of Attack per averci fornito una chiave del loro gioco per realizzare questa anteprima.
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