Prime impressioni Crimson Desert | Servirà tempo e pazienza

Tra i titoli più chiacchierati di questi primi mesi del 2026, Crimson Desert occupa uno spazio di prim’ordine; tra roboanti promesse, video spaccamascella e decine di immagini e leak, l’opera di Pearl Abyss ha saputo generare un hype decisamente elevato.
Il 19 marzo è arrivato, il gioco è uscito su PC e console di ultima generazione, e quindi ci siamo gettati a capofitto nel mondo di Pywel, per scoprire se lo sviluppatore coreano fosse veramente riuscito a creare l’action/adventure definitivo.

Una cosa è certa, il gioco è veramente enorme sia a livello di mappa che in quello relativo al tempo per portarlo a termine.
Noi ci abbiamo giocato per una ventina di ore e siamo a circa un quarto della quest principale; troppo poco per dare un giudizio definitivo all’opera… Ma abbastanza per cominciare a dirvi cosa ci sta piacendo e cosa ci ha convinto di meno fino ad ora.

Prossimamente uscirà anche la recensione completa per PC di un titolo che, e questo possiamo già dirvelo, ci ha saputo catturare, sorprendere ma anche farci storcere un po’ il naso.
Se volete quindi saperne di più armatevi di spada, scudo e corazza e tuffatevi nella lettura delle nostre prime impressioni.


PUNTI DI FORZA

Iniziamo elencando quelle che sono le cose che fino ad ora ci hanno convinto di Crimson Desert; tratteremo sia di aspetti oggettivi, ma anche di ciò che secondo il nostro “gusto” e punto di vista ci ha particolarmente colpito.
Inoltre, scriveremo di elementi positivi e negativi anche per lo stesso “argomento”, in quanto lo sviluppatore, per alcuni di essi, deve ancora apportare delle correzioni.

Un mondo veramente ampio

È sicuramente l’aspetto che più ci ha sorpreso e, probabilmente, quello su cui Pearl Abyss ha lavorato alacremente in questo progetto.
Pywel è un continente vastissimo e caratterizzato da zone e biomi che spaziano dal deserto fino alle montagne, passando attraverso colline, foreste e città più o meno dense di fauna e abitanti molto ben caratterizzati.

L’ampiezza del mondo di gioco viene enfatizzata anche dalla presenza di fazioni ed etnie differenti; elfi, nani, orchi e chi più ne ha più ne metta oltre ovviamente a tutte le casate, principati e dinastie che governano le varie aree.
La mappa inoltre si sviluppa sia “in profondità”, con la presenza di grotte, caverne e anfratti che celano un vero e proprio mondo sotterraneo ma anche e soprattutto, con l’Abisso, che merita un paragrafo dedicato.

Al di sopra delle nuvole

L’Abisso, è in realtà un’area situata nel cielo, chilometri sopra Pywel e contraddistinta da ampi blocchi (di ampiezza e forme differenti) che fluttuano nell’aria.
Sarà qui che il nostro eroe (Kliff) si ritroverà dopo le primissime fasi iniziali del gioco e dove scoprirà un mondo a tratti onirico e diverso da quello terrestre, che vive ed è governato da esseri e dinamiche proprie.

Anche in questo contesto il nostro eroe dovrà compiere una missione che sembra si distacchi da quella terrestre, ma il cui esito andrà a ridefinire i delicati equilibri che lo caratterizzano.
Abbiamo apprezzato questa “ampiezza in verticale” e differenziazione di gioco ma, allo stato attuale, dobbiamo ancora comprendere quanto i due mondi siano interconnessi e se o come gli sviluppi delle singole quest si intrecceranno tra di loro.

Combat system esaltante

Un altro dei punti di forza di Crimson Desert è il suo sistema di combattimento anche se, come vedremo, non è tutto ora quello che luccica.
Kliff e gli altri protagonisti che avremo modo di controllare nel gioco, saranno in grado di effettuare delle vere e proprie acrobazie ed esaltanti combo. Tra mosse degne del miglior wrestler, fendenti e l’utilizzo di differenti poteri magici, i protagonisti saranno in grado di destreggiarsi con grande stile nelle battaglie contro i nemici canonici.

Abbiamo apprezzato la velocità di esecuzione, il sistema di parata e schivata e anche l’effetto che restituisce ogni singolo colpo.
Dopo l’uscita del gioco Pearl Abyss ha rilasciato diverse patch che hanno affinato e migliorato ulteriormente il combat system, anche se, come vedremo nella relativa sezione, permangono ancora alcuni difetti.

Un titolo estremamente immersivo

Quando affermiamo che in Crimson Desert potrete fare tutto quello che vi pare e piace… Beh, è assolutamente letterale e non solo un modo di dire.
Nelle fasi esplorative vi imbatterete in tantissime “richieste di aiuto“, proposte di collaborazione, bacheche con allegati obiettivi, taglie o compiti più o meno semplici.

Ma quello che ci ha più colpito è che Kliff sarà in grado di apprendere e quindi potersi dedicare a determinate attività prima a lui sconosciute.
Potrà imparare a pescare, a cucinare piatti prelibati, pilotare un mech, domare un drago e fare investimenti oculati in banca per averne profitto… Giusto per fare qualche esempio.

Notevole anche la quantità di puzzle ambientali che dovremo risolvere, sfruttando le abilità in nostro possesso (in pieno stile Zelda), per poter proseguire in alcune missioni oppure sbloccare potenziamenti e collezionabili.
Non li abbiamo trovati tutti semplici anzi, sarà fondamentale utilizzare un minimo di arguzia, osservazione e pazienza per poterli risolvere.

Il mondo di gioco, così vivo e ricco di “input” nasconderà sempre qualche segreto, qualcosa da svelare, che non aspetta altro che voi possiate apprendere e conoscere.
Insomma, la panacea per gli amanti degli open world, ma che non vincola coloro che semplicemente vogliono godersi anche solo la quest principale, senza perdersi troppo tra le miriadi di attività secondarie.

Graficamente pregevole

Sotto il profilo tecnico/estetico Pearl Abyss ha fatto un ottimo lavoro, al netto di alcune problematiche che andremo ad approfondire nel relativo paragrafo.
Fermarsi e poter osservare panorami mozzafiato che si perdono a vista d’occhio, planare dall’Abisso e scorgere montagne, colline, città e deserti tutti estremamente ricchi di dettagli, è un’esperienza visivamente unica, che avvicina Crimson Desert ai capolavori del genere.

Un mondo di gioco ricco, che può contare sul ciclo giorno/notte e un meteo molto ben riprodotto, elementi, questi, che permettono al giocatore di immergersi completamente nell’avventura.
Anche per quello che concerne i villaggi, le città e i borghi in stile medievale e tutti gli ambienti interni che li caratterizzano, non si può che fare un plauso agli sviluppatori per aver curato con dovizia di particolari ogni aspetto.

Più che buono anche il lavoro sui modelli sia del protagonista principale ma anche dei personaggi non giocanti, considerando soprattutto la mole immensa di creature che vivono e si muovono in Pywel.
La caratterizzazione di vesti, indumenti, armature e corazze è decisamente elevata, come anche le animazioni di ogni essere vivente; ci siamo chiesti spesso come lo sviluppatore sia riuscito a creare un ambiente ampio e prolifico così curato e ben strutturato.

Convincenti anche le ombre, l’illuminazione (sia diretta che indiretta), e l’implementazione del Ray Tracing che rende le superfici e materiali molto realistici.
Noi stiamo provando il titolo su PC e sulla nostra configurazione (Intel i7 13a Gen., 32Gb RAM DDR5, RTX4080) siamo in grado di giocare in 4K, al massimo dettaglio con un framerate stabile a 60FPS grazie anche alla tecnologia DLSS di NVidia.


PUNTI DEBOLI

Andiamo ora a trattare quello che non ci ha convinto del gioco; crediamo e speriamo che alcuni dei seguenti argomenti potrebbero essere corretti con alcune patch.
Possiamo comunque fare un plauso a Pearl Abyss perché, già nei giorni seguenti al lancio e ancora adesso mentre stiamo scrivendo, ha dato ascolto alla community e rilasciato diversi aggiornamenti correttivi.

Trama e protagonista poco ispirati

Questo è probabilmente l’elemento che al momento ci preoccupa di più e che speriamo possa, nel tempo, farci cambiare idea; la storia principale sia per profondità, ma anche per ritmo, fatica a prendere quota e mostrare una valida narrazione.
Venti ore di gioco (di cui tre/quattro di tutorial) sono poche, e sarà necessario comprendere se la missione che Kliff intraprenderà sulla terra si intersecherà con quella che dovrà effettuare nell’Abisso e, allo stato attuale, sembra che le le due quest siano slegate tra di loro.

Il protagonista non brilla per presenza scenica; grande e grosso, ma dialoga pochissimo e spesso non mostra quell’autorevolezza che ci si aspetterebbe dall’eroe che normalmente si trova in un videogioco. La sua forza e abilità nel combattimento non coincidono con la sua capacità di imporsi come leader; tuttavia non lo riteniamo un difetto, quanto un aspetto che merita approfondimento… E ore di gioco.
È ancora presto comunque per emettere un giudizio definitivo e nelle ultime ore di gioco sembra che qualcosa, a livello di storyline e presenza scenica di Kliff, si stia muovendo.

Alcune meccaniche un po’ troppo articolate

Il secondo aspetto che abbiamo poco apprezzato riguarda alcune meccaniche che il titolo propone in fase di gameplay. All’inizio del gioco, durante l’esplorazione o la risoluzione dei puzzle ambientali, il protagonista risultava un po’ impacciato, lento e i comandi non rispondevano tempestivamente.
Con la prima patch è stato risolto un problema di input lag che si manifestava nel momento in cui si doveva saltare da una piattaforma a un’altra e anche i tasti ora hanno una responsività maggiore; resta comunque il fatto che di base, Crimson Desert, richieda attitudine e dedizione per essere appreso bene e a fondo.

Sono tante le abilità che il nostro eroe potrà apprendere e mettere in pratica, ma lo sviluppatore si è proprio impegnato per renderle comunque poco fruibili e intuitive con gamepad alla mano.
Anche se abbiamo apprezzato il combat system contro gli avversari canonici, dobbiamo però segnalare che le boss fight le abbiamo trovate eccessivamente ostiche e a tratti frustranti, questo a causa di un’eccessiva complessità dei comandi di attacco più avanzati e della telecamera che non riesce sempre a seguire l’azione.

Con il passare del tempo le cose poi tendono a migliorare, ma in più di un’occasione ci siamo chiesti come mai Pearl Abyss abbia deciso di rendere poco intuitive alcune semplici meccaniche di gioco.
Anche la gestione dell’inventario e dei vari menù non sono esenti da alcune pecche e risultano a volte un po’ confusionari; inoltre, la spiegazione di alcune missioni, che non sono esplicate come dovrebbero, rendono l’esperienza un po’ frammentaria e più lenta del dovuto.

Bug e problemi tecnici

Seppur graficamente il gioco ci abbia colpito, esso non è esente da alcuni problemi che è giusto e doveroso segnalare e per gestire a livello tecnico l’enorme mondo che si presenta ai nostri occhi, lo sviluppatore ha dovuto architettare alcuni “stratagemmi grafici.
Ecco allora la presenza di qualche pop in di troppo, una draw distance e generazione delle texture abbastanza evidente e, soprattutto, un caricamento in fase di avvio decisamente lungo.

A deludere un po’ sono anche i particellari come ad esempio il fuoco dei falò, delle torce o l’effetto dell’acqua nelle cascate che risultano poco realistici, se messi a confronto con tutto il resto.
Ancora più grave, all’uscita del titolo, il mancato supporto alle schede grafiche Intel ARC che di fatto impediva l’avvio del gioco.

Lo sviluppatore si è subito messo al lavoro per cercare di migliorare e correggere questi bug, e con la Patch 1.00.03 anche i possessori di GPU Intel possono avviare Crimson Desert, seppur con fastidiosi glitch grafici e un frame rate instabile, cose che minano fortemente l’esperienza in game.
In definitiva, saranno necessari ulteriori aggiornamenti per risolvere le criticità sopra segnalate e ottimizzare al meglio il motore grafico proprietario di Pearl Abyss.


IN CONCLUSIONE

Terminata questa ampia prima impressione dopo circa venti ore di gioco, possiamo affermare che Crimson Desert è un’opera che richiede molto tempo e molta pazienza.
Questi due requisiti saranno fondamentali non solo per poter terminare il titolo, ma anche per poterne apprezzare sia l’elevata quantità contenutistica, che le meccaniche non sempre semplici.

Avvicinarsi alla nuova IP di Pearl Abyss in modo superficiale e non dedicandole la giusta (e meritata) attenzione, rischia di compromettere l’esperienza e “appannare” anche il giudizio critico.
Nelle prossime settimane verrà pubblicata la recensione finale con voto che svelerà quanto abbiamo apprezzato un gioco che, se da una parte ha saputo incantarci e sorprenderci, dall’altra non è esente da pecche che ne inficiano la qualità generale.

Nel frattempo, mentre ci rituffiamo nell’immensa mappa di Pywel, confidiamo in una storyline che si sveli maggiormente e che lo sviluppatore possa lavorare per poter migliorare e correggere quello che ad oggi non ci ha convinto.


Ringraziamo Pearl Abyss per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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