All’interno dello scenario roguelike fortemente competitivo e saturo, si inserisce un talentuoso studio indipendente di origini britanniche di nome Ground Shatter, che ha avuto modo di dimostrare una notevole abilità nel fondere la riflessione dei giochi da tavolo con una spettacolarità frenetica.
Sfruttando l’eco mediatico garantito dal palcoscenico del PC Gaming Show, questa casa di sviluppo ha deciso di lanciare a sorpresa il secondo capitolo di Fight in Tight Space: 2 Fights in 2 Tight Spaces.
La scommessa di base lanciata dallo studio britannico consiste nel riproporre con grande efficacia le coreografie dinamiche dei film d’azione all’interno di una scacchiera virtuale, un luogo circoscritto dove ogni spostamento deve essere preventivamente calcolato con estrema precisione per non rischiare di morire fin dalle prime battute.
Questo seguito diretto raccoglie con grande senso di responsabilità l’eredità lasciata dal suo predecessore, proiettando il giocatore all’interno di diversi scenari, dove la gestione delle risorse rappresenta l’unica via percorribile per vincere. L’obiettivo è dunque già delineato, ovvero quello di sfruttare nel migliore dei modi il prossimo anno di sviluppo a contatto con la community per implementare gradualmente nuovi contenuti, limando con pazienza le imperfezioni di bilanciamento.
Date queste premesse, andiamo a toccare con mano come si è comportato 2 Fights in 2 Tight Spaces nelle diverse ore di gioco.
TRAMA
Emerge in maniera piuttosto inequivocabile un aspetto strutturale che potrebbe, almeno in una fase iniziale di approccio al prodotto, deludere parzialmente coloro i quali cercano un’avventura densa di questioni governative o dialoghi profondi.
In questo momento della produzione, manca una vera e propria “modalità storia” tradizionale, che sia in grado di fornire uno strato contestuale alle risse che il nostro personaggio si ritrova a dover risolvere a suon di pugni.
La fruizione attualmente offerta di 2 Fights in 2 Tight Spaces si concentra per la quasi totalità del tempo su una longeva campagna generata in maniera procedurale da un complesso algoritmo e affiancata da una modalità schermaglia: queste due opzioni puntano i riflettori unicamente sulla lotta per la sopravvivenza attraverso sequenze di combattimento.
Tuttavia, esaminando la tabella di marcia pubblicata dagli stessi sviluppatori, si nota che l’implementazione futura di una campagna narrativa strutturata è già stata ampiamente messa in cantiere per i prossimi aggiornamenti gratuiti.

Pur dovendo fare i conti con un’assenza totale di comprimari carismatici con cui interagire, di dialoghi esplicativi o di sequenze d’intermezzo, il titolo riesce in ogni caso a trasmettere un fascino d’autore grazie alla sua narrazione ambientale.
In mancanza di fiumi di testo che spiegano i retroscena nelle rivalità tra gang, l’intera responsabilità di comunicare l’essenza del mondo di gioco viene affidata alla costruzione visiva ed estetica dei vari livelli di gioco.
GAMEPLAY
Il vero punto principale di questa coraggiosa produzione indie risiede nel suo comparto ludico di base. Prima ancora di scendere sul campo di battaglia, il sistema costringe l’utente a compiere una scelta fondamentale, ovvero la scelta del proprio alter ego, proponendo un quartetto di professionisti su commissione.
Se da un lato l’Agente 11 si propone come la scelta ideale e bilanciata per i neofiti del genere, riuscendo a destreggiarsi in maniera perfetta tra le mosse offensive, dall’altro lato la sfuggente Stiletto punta l’intero potenziale bellico a sua disposizione sulla rapidità d’esecuzione.
Questo secondo agente costringe il giocatore a ragionare su continui attacchi fulminei e movimenti scattanti ideati appositamente per accorciare istantaneamente le distanze dal bersaglio, massimizzando il danno prima ancora che il nemico possa accorgersi della minaccia incombente.
Coloro che invece non amano perdersi in troppi calcoli troveranno pane per i loro denti selezionando il brutale Rinnegato, un individuo corpulento che privilegia un’aggressività pura e caotica e preferisce di gran lunga infliggere danni massicci ad ampia area d’effetto per poter spazzare via molteplici nemici.

A chiudere questo quartetto di professionisti troviamo la figura di Weapon of Choice, un tattico astuto profondamente specializzato nell’improvvisazione pura, che sfrutta in modo geniale l’intero arredamento circostante e i vari oggetti contundenti disseminati nell’arena per ferire e umiliare i nemici nel modo più violento possibile.
L’arsenale completo di mosse eseguibili a piacimento è legato alla pesca casuale da un capiente mazzo virtuale, il quale conta oltre cento carte di abilità differenti.
L’utilizzo di queste azioni risulta essere strettamente subordinato alla gestione di due statistiche fondamentali per la sopravvivenza: lo Slancio, un parametro essenziale che si ricarica in maniera totalmente automatica a ogni singolo turno, e i Punti Combo, i quali si possono accumulare unicamente mettendo a segno con successo, e senza subire interruzioni, delle lunghe e articolate serie di colpi per attivare tecniche finali devastanti.

Una delle novità più riuscite e genuinamente gratificanti di 2 Fights in 2 Tight Spaces è rappresentata dalla possibilità di disarmare fisicamente gli avversari, rubando con gesti fulminei i loro coltelli a serramanico o i fucili a pompa, per poi ritorcerli contro di loro senza provare alcuna forma di pietà o esitazione.
Questa splendida dinamica va a introdurre un dilemma gestionale durante il corso della partita, poiché la decisione di impugnare saldamente un’arma pesante garantisce senza dubbio un picco di danni inflitti, ma al tempo stesso va a occupare uno slot vitale relativo alle mani del personaggio.
Questo impedimento inibisce di fatto, e per tutto il tempo dell’impugnatura, l’utilizzo strategico di specifiche carte legate esclusivamente al combattimento ravvicinato a mani nude, costringendo a pesare preventivamente tutti gli innumerevoli rischi.
Prima di potersi gettare nella mischia, risulta vitale tracciare un percorso logico sulla mappa, valutando quali nodi esplorativi o di combattimento puro affrontare e tenendo presente che l’energia vitale del protagonista non viene ripristinata automaticamente al termine di ogni stage.

Infine, il titolo offre l’opzione multigiocatore, pensata per poter ospitare contemporaneamente all’interno della stessa sessione fino a quattro giocatori reali.
Si configura a tutti gli effetti pratici e teorici come un’aggiunta di peso, così da permettere a un gruppo di amici di discutere e coordinare le azioni in tempo reale.
COMPARTO ARTISTICO E TECNICO
Il comparto artistico di 2 Fights in 2 Tight Spaces mantiene la presentazione estetica minimal che ha caratterizzato il primo capitolo, arricchendola con una quantità di dettagli e colori vivaci che regalano una maggiore profondità a tutti gli ambienti.
Esplorando i vari livelli ci si ritrova a combattere all’interno di scenari molto suggestivi e ben differenziati, spaziando da fumosi bar illuminati da luci al neon fino a tetti spazzati dalla pioggia, tutti resi leggibili grazie a un’ottima illuminazione generale.
Le animazioni dei personaggi risultano estremamente precise e fluide in ogni frangente, richiamando lo stile visivo tipico dei fumetti d’azione e contribuendo a creare un impatto estetico notevole per gli occhi di chi guarda le mosse violente e brutali.
A contribuire ulteriormente alla già ottima atmosfera generale interviene una colonna sonora coinvolgente di stampo tecno.

Per quanto riguarda l’interfaccia utente, il lavoro svolto dagli sviluppatori britannici si dimostra eccellente per la chiarezza visiva e l’accessibilità di tutte le informazioni necessarie a prendere decisioni rapide.
Tutti gli indicatori fondamentali, come il conteggio dei turni, l’indice dello slancio e i punti combo, sono stati posizionati nella parte superiore del monitor, lasciando l’area centrale libera per favorire la massima concentrazione del giocatore.
Ultimo, ma non per importanza, sul versante del comparto tecnico possiamo dire che 2 Fights in 2 Tight Spaces è stabile e ben ottimizzato.
Tuttavia, dato che si tratta comunque di un accesso anticipato, si sono verificati alcuni bug abbastanza importanti, come un blocco totale del gioco, che ha obbligato a effettuare un riavvio completo della partita.
Ringraziamo Panic Department per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.
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