Nell’articolo di oggi parleremo di un titolo frutto delle menti di A44, il team che qualche anno fa aveva già lavorato al GDR d’azione Ashen. Si tratta di un titolo in uscita il mese prossimo e che abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima: Flintlock: The Siege of Dawn. Senza perderci in ulteriori chiacchiere dunque, andiamo a vedere più in dettaglio di cosa si tratta.

Un Soulslite dall’ambientazione fantasy industriale

Flintlock: The Siege of Dawn fa parte di quella tipologia di titoli vagamente ispirati ai lavori di Hidetaka Miyazaki, i “Soulslite”, che puntano a creare un’esperienza simile a quella dei più comuni soulslike, ma adattandola per raggiungere un pubblico più ampio. In questo caso, però, stranamente abbiamo trovato Flintlock molto più simile a God of War del 2018 che a un titolo appartenente al genere soulslike. Forse, anche un po’ troppo simile.

Ambientato in un mondo fantasy post-industriale, mescolato con un’estetica medievaleggiante, Flintlock racconta una vicenda di ribellione contro le armate degli Dei che, risvegliatosi a seguito di un evento cataclismico hanno razziato la terre di Kian. La Coalizione, un gruppo di valorosi soldati, affronterà questa catastrofe con polvere da sparo e magia, al fine di riprendersi la propria terra.

Con la consapevolezza sulla natura del titolo, dunque, andiamo ad analizzare più nel dettaglio l’intreccio e il gameplay di Flintlock. Ci teniamo a menzionare che, comunque, quella che abbiamo provato è stata solo una sostanziosa anteprima, e che quindi le nostre critiche saranno dirette allo stato del gioco attuale e non quello che sarà all’uscita. Non potendo giocare interamente il titolo, inoltre, questa preview ne tratterà principalmente il gameplay, accantonando i pareri sulla storia e sull’aspetto narrativo del gioco, che non possiamo sperimentare nella loro interezza.


Partendo dalle basi

Come abbiamo già menzionato, il titolo si presenta come un soulslite, una variante semplificata dei soulslike, e punta a fornire un’esperienza più accessibile a chi vorrebbe approcciarsi al genere, ma non riesce a causa dell’eccessiva difficoltà dei giochi che ne fanno parte. Si tratta di un tentativo senza dubbio ammirevole, che A44 ha probabilmente fatto per non dover compromettere eccessivamente la natura del gioco che volevano realizzare, pur riuscendo a fornire sempre un’esperienza simile a quella di un più comune soulslike.

Per quanto si faccia chiamare “SOULS-lite”, comunque, Flintlock è spaventosamente molto più simile al sopracitato God of War, che a dirla tutta non ha molto in comune con giochi di questo tipo. Allo stesso modo, oltre che la condivisione di alcuni tasti, il danno spropositato dei nemici e il dover schivare gli attacchi al momento giusto, il titolo ha ben poco a che vedere col genere.

Flintlock si presenta come un action-adventure, le cui meccaniche principali girano attorno al combattimento corpo a corpo ma arricchito anche con opzioni a distanza. La protagonista Nor, membro d’èlite della Coalizione, ha a sua disposizione un’accetta e una pistola a pietra focaia per contrastare i nemici che incontrerà durante il suo viaggio. L’accetta, come di consueto, funge da arma a corpo a corpo principale, incentivando l’aggressività del giocatore prima di tutto. La pistola, invece, ha un uso limitato e svolge il compito di fermare determinati attacchi nemici, stordendoli e lasciandoli aperti a un attacco o due.

Se all’inizio le opzioni disponibili sono relativamente poche e relegate a una combo di tre colpi per l’ascia e un singolo attacco per la pistola, andando avanti nel gioco sarà possibile acquisire una pletora di abilità attraverso la valuta di gioco, la Reputazione. La Reputazione, sostanzialmente, serve a fare qualunque tipo di acquisto in-game, tra cosmetici, armi e anche le abilità stesse, ed è ottenuta in battaglia sconfiggendo nemici e boss. Vi è un moltiplicatore di Reputazione che varia a seconda di quanto bene il giocatore affronta gli scontri, che può essere poi ottenuto tenendo premuto la freccetta sinistra sul controller. Il gioco incentiva quindi ad affrontare gli scontri velocemente e aggressivamente, per aumentare il moltiplicatore di reputazione il più possibile, ottenendo dunque crediti maggiori.

C’è un’altra aggiunta che funge da “gimmick” del titolo, che si presenta sottoforma di Enki, il compagno volpe della protagonista, che grazie ai suoi attacchi magici, potrà caricare la barra di stordimento nemica, che in base al tipo di avversario affrontato avrà effetti diversi una volta piena. Grazie ad Enki, Nor ha anche accesso a possenti abilità capaci di infliggere ingenti danni a tutti i nemici circostanti.

Benché semplice, il gameplay di Flintlock si è dimostrato essere tutto sommato godibile, se non per alcuni problemi, di cui parleremo tra poco, e che speriamo vengano risolti prima della release del prodotto finale.


I problemi che abbiamo riscontrato

Nonostante si tratti di una preview, riteniamo sia comunque giusto menzionare i gravi problemi di bilanciamento che il titolo presenta. Innanzitutto, forse a causa della natura Soulslite del titolo, il team di A44 ha bilanciato gran parte dei nemici del gioco in modo tale da essere in grado di finire il giocatore in uno o due colpi, cosa che non sarebbe un problema se gli attacchi di tali nemici fossero più telegrafabili.

Abbiamo notato infatti che, più o meno in tutta la demo, gli attacchi avversari, che si tratti di boss o nemici comuni, non sono ben comunicati al giocatore, che spesso e volentieri si ritroverà a morire troppo velocemente e senza alcuna spiegazione: che siano attacchi che arrivano da fuori la visuale del giocatore, o di colpi talmente fulminei e poco leggibili da non poter essere schivati se non dopo qualche tentativo fallito, non è raro dover rifare lunghi tratti di strada molto frequentemente solo per riaffrontare gli stessi comuni NPC che si possono trovare nel mondo di gioco.

Secondo noi ci sarebbe bisogno di rifinire alcune animazioni per renderle il più chiare possibili da leggerle al giocatore, e ribilanciare la quantità di danni subita per evitare troppe morti ingiustificate. Se diminuire i danni è un problema troppo grande che rovinerebbe la sensazione hardcore che il titolo vuole dare, sarebbe apprezzato, quantomeno, che i “falò” del gioco venissero sistemati con maggiore frequenza nell’enorme mappa esplorabile.

A proposito di esplorazione

Flintlock incentiva molto l’esplorazione attraverso la mappa di Kian, dalla struttura semi-open world, attraverso ricompense come armi, oggetti e numerosa Reputazione per acquisire abilità. Si tratta di una formula vista e rivista ma che funziona, ma che nella sua semplicità riesce a creare un gameplay loop tutto sommato godibile, alternando combattimento e fasi esplorative in cui sarà possibile attraversare squarci grazie ai poteri magici di Enki e arrivare in zone altrimenti inesplorabili. Alcune ricompense per l’esplorazione della mappa sono inoltre molto valide, cosa che può solo che far piacere in un gioco che incentiva così tanto la ricerca di nuovo equipaggiamento.

Un’altra cosa che ci ha fatto piacere nell’esplorazione sono le animazioni acrobatiche di Nor, che attraverso la polvere da sparo può eseguire doppi salti e schivate aeree che possono essere utilizzate anche al di fuori del combattimento per raggiungere altezze o zone troppo lontane da essere raggiunte normalmente. Dunque, abbiamo apprezzato anche questo lato del titolo, che nella sua semplicità ha aggiunto all’esperienza positivamente e che speriamo possa solo che migliorare nella versione completa del gioco.


In conclusione

Cosa si può dire di questa preview di Flintlock, dunque? Insomma, nonostante non abbiamo potuto apprezzare la storia del titolo nella sua interezza e ci siano seri problemi di bilanciamento, che possono comunque essere messi apposto con qualche ritocco in questo mese antecedente all’uscita, Flintlock sembra essere, tutto sommato, un titolo promettente e ne attendiamo con ansia il prodotto completo in uscita a luglio, nella speranza che non ci deluda. Il team di A44 sta svolgendo un ottimo lavoro ed è chiara la passione che riposta dietro il progetto, che di conseguenza, non può altro che averci interessato e incuriosito.


Ringraziamo Cosmocover per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione.

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