MUSE HiFi è un nome che, nel giro di appena quattro anni, si è ritagliato uno spazio sempre più visibile nel panorama dei DAC e degli amplificatori portatili ad alta fedeltà. Fondato nel 2022 con la prima generazione di dongle DAC (M1, M3, M3 II), il brand cinese ha costruito il proprio catalogo ad una cadenza produttiva regolare, forte di una filosofia chiara: rendere l’ascolto Hi-Fi più accessibile senza rinunciare alla qualità dei componenti. Nel 2023 è arrivato l’M4, nel 2024 l’M5 Ultra con amplificazione a valvole, nel 2025 il peculiare M6 Double con tubo Nixie.
Ora, nel 2026, MUSE HiFi annuncia due nuovi prodotti che segnano un’ulteriore espansione della gamma verso territori inesplorati.
I protagonisti di questo articolo sono il MUSE 300, presentato come il primo DAC/amplificatore desktop dotato di un sistema operativo proprietario, e il M3 Ultra, descritto dal produttore come il DAC/amplificatore portatile a valvole più compatto mai realizzato. Non abbiamo ancora avuto modo di provarli di persona, ma le specifiche tecniche e le scelte progettuali meritano un’analisi approfondita.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!
MUSE 300 | COS’È E COSA PROPONE
MUSE OS: un sistema operativo dedicato
L’elemento che distingue immediatamente il MUSE 300 da qualsiasi altro DAC/amplificatore desktop presente sul mercato è il MUSE OS, un sistema operativo proprietario sviluppato interamente su architettura MCU. La quasi totalità dei player e delle sorgenti digitali attualmente in commercio si appoggia ad Android, un sistema generalista che porta con sé limiti noti in ambito audio: latenza variabile, processi in background e un consumo energetico non ottimizzato per la sola riproduzione musicale. MUSE HiFi ha scelto un approccio differente, sviluppando da zero un firmware che gestisce oltre 150 interfacce MCU e 150 variabili di stato, il tutto pensato esclusivamente per il controllo della catena audio.
Secondo il produttore, il principale vantaggio di questa architettura è la semplicità d’uso: l’intero dispositivo è controllabile tramite un singolo pulsante fisico che gestisce accensione, selezione della sorgente, regolazione del volume e cambio modalità. Un approccio che, almeno sulla carta, abbatte la barriera d’ingresso tipica dell’Hi-Fi di fascia alta.

Il MUSE 300 dispone inoltre di un display IPS da 5 pollici (480 x 854) che visualizza le informazioni sulla riproduzione e consente di caricare immagini personalizzate come screensaver. Per ora sono disponibili tre temi grafici, Cyberpunk, Minimalista e ACG, per adattare l’estetica del dispositivo al proprio setup… ma sicuramente il futuro riserverà delle sorprese.
Scheda tecnica e architettura audio
Il cuore del MUSE 300 è il chip DAC flagship ESS ES9039 Ultra, basato sull’architettura di quarta generazione HyperStream IV, che secondo ESS riduce ulteriormente il jitter e il rumore digitale rispetto alle generazioni precedenti. Il percorso del segnale è interamente bilanciato (fully differential) dalla decodifica DAC fino allo stadio di amplificazione, con l’obiettivo dichiarato di minimizzare il crosstalk. L’amplificazione è affidata a una coppia di TP6120A, con ES9603 × 2 per la conversione corrente-tensione e OPA1612 × 2 per il filtro passa-basso. I dati dichiarati dal produttore sono i seguenti:
| Specifica | 6.35mm (SE) | 4.4mm (BAL) |
|---|---|---|
| Potenza max (32Ω) | 1100 mW | 2200 mW |
| SNR | -126 dB | -129 dB |
| THD+N | 0.0008% | 0.0006% |
| Output (High Gain, 32Ω) | 4.2 VRMS | 8.4 VRMS |
Sul fronte della connettività, il MUSE 300 copre uno spettro ampio:
- Ingressi: USB (controller SA9137L), Coassiale (AK4118), Ottico, Bluetooth (Qualcomm QCC3095)
- Uscite cuffia: 6.35mm single-ended + 4.4mm bilanciato
- Uscite linea: XLR bilanciato + RCA
- Codec Bluetooth supportati: aptX Lossless, aptX Adaptive, aptX-HD, LDAC, AAC, SBC
Nella confezione, MUSE HiFi include quattro cavi di alimentazione AC (standard US, UK, AU, EU), custodia in silicone, cavo USB e adattatore cuffie.
Tre firme sonore via hardware
Una scelta progettuale particolarmente interessante è l’implementazione di tre profili sonori, Balanced, Tube Amplifier e ACG, realizzati interamente tramite circuiteria hardware anziché equalizzazione digitale. MUSE HiFi sostiene che questo approccio preservi la dinamica originale del segnale senza introdurre distorsione di fase o artefatti, operando direttamente nel dominio analogico.
Nel dettaglio, secondo la documentazione ufficiale:
- Balanced: risposta neutra e lineare, pensata per monitoraggio e musica classica.
- Tube Amplifier: armoniche pari e colorazione calda, orientata a jazz, pop e voci.
- ACG: trasparenza brillante con transienti rapidi, ottimizzata per colonne sonore di anime e videogiochi.
Sarà naturalmente necessario verificare con un ascolto diretto quanto queste tre modalità si differenzino effettivamente nella pratica e quale impatto abbiano sulla resa complessiva.
Link alla pagina Kickstarter:
https://musehifi.com/products/muse-hifi-muse-300?_pos=1&_psq=muse&_ss=e&_v=1.0
M3 ULTRA | IL PORTATILE A VALVOLE PIÙ COMPATTO
Un dongle valvolare da 55 grammi
L’M3 Ultra rappresenta il tentativo di MUSE HiFi di portare l’esperienza sonora dell’amplificazione valvolare nel formato più compatto e accessibile possibile. Si tratta, secondo il produttore, del primo DAC/amplificatore portatile ultra-compatto con valvola JAN6418 al mondo: un dispositivo da appena 55 grammi e dimensioni di 65 × 16 × 46.5 mm che si collega direttamente via USB-C a smartphone e computer, senza necessità di alimentazione esterna o configurazione software. Plug and play, nessuno schermo, nessun pulsante superfluo: un approccio che MUSE HiFi definisce “screenless pure sound”, interamente focalizzato sulla catena audio.

La valvola impiegata è la JAN6418, un pentodo miniatura a riscaldamento diretto prodotto da Raytheon negli Stati Uniti secondo specifiche militari. Originariamente utilizzata in apparecchiature di comunicazione militare, la JAN6418 si è affermata nel tempo come una delle scelte più apprezzate nel segmento degli amplificatori valvolari portatili grazie a tre caratteristiche fondamentali: il controllo qualità di grado militare, che garantisce stabilità e coerenza superiori rispetto alle valvole civili; il design a riscaldamento diretto, che secondo i sostenitori offre un suono più trasparente e una colorazione valvolare più pura; e le dimensioni miniaturizzate, che ne consentono l’integrazione in dispositivi tascabili.
Uno dei problemi storici degli amplificatori valvolari portatili è l’effetto microfonico, ovvero la tendenza della valvola a captare vibrazioni meccaniche traducendole in rumore udibile. MUSE HiFi dichiara di aver affrontato la questione con un sistema di tripla antivibrazione: smorzamento fisico della struttura, circuito di cancellazione dell’effetto microfonico e algoritmo adattivo di riduzione del rumore. Una soluzione che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rendere l’M3 Ultra utilizzabile in scenari di mobilità quotidiana senza compromessi percepibili.
Scheda tecnica
Sotto la scocca, l’M3 Ultra condivide parte del DNA dei suoi predecessori nella linea M3: il chip DAC è un ES9028Q2M, affiancato dall’amplificatore operazionale ES9603Q e dal ricevitore USB SA9137L. La circuiteria è descritta come fully balanced, con doppia uscita 3.5mm single-ended e 4.4mm bilanciata.
| Specifica | 3.5mm (SE) | 4.4mm (BAL) |
|---|---|---|
| Potenza (32Ω) | 460 mW | 480 mW |
| SNR (1kHz, A-Weighted, 32Ω) | 120 dB | 121 dB |
| THD+N (A-Weighted, 32Ω) | 0.0004% | 0.0003% |
La decodifica supporta fino a 32-bit / 384 kHz PCM e DSD256. L’ingresso è esclusivamente USB Type-C; per i dispositivi Apple con connettore Lightning è necessario un adattatore (opzionale nella confezione).
Posizionamento e prezzo
Con un prezzo di lancio di 109 dollari, l’M3 Ultra si posiziona come prodotto entry-level nel segmento degli amplificatori portatili a valvole, un territorio dove la maggior parte delle alternative supera i 200 dollari.
La scelta di rinunciare a Bluetooth, display e batteria interna, presenti invece sull’M5 Ultra e sull’M6 Double, è evidentemente funzionale a contenere peso, dimensioni e prezzo, concentrando l’investimento sulla catena audio. Un compromesso che ha senso nel contesto di un dongle plug-and-play, ma che naturalmente limita la versatilità rispetto ai fratelli maggiori della gamma.
Ringraziamo MUSE HiFi per le informazioni e i materiali forniti per la realizzazione di questo articolo.
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