All’interno del mondo dei videogiochi, così come nel cinema, i vampiri sono sempre stati degli esseri emblematici che i giocatori hanno sempre apprezzato interpretare, che sia per l’aura di mistero che li avvolge o per i loro poteri soprannaturali che riescono a tradursi molto bene in termini di gameplay.
Tuttavia, non ci sono molti titoli che ci garantiscono la possibilità creare un proprio personaggio che sia un vampiro, ma quelli che lo permettono sono decisamente memorabili: opere come Vampire: The Masquerade – Bloodlines, Skyrim o il recente V rising sono stati lodati proprio per aver dato questa possibilità ai giocatori.
Oggi vi parleremo di Moonlight Peaks, sviluppato da Little Chicken, un titolo che si pone lo stesso obiettivo dei giochi sopracitati, ma che cercherà di adattare la natura violenta e oscura dei succhiasangue ad un gameplay più tenero e rilassante tipico dei tanto popolari cozy games.
Riusciremo a sfuggire dalle costrizioni dei nostri genitori e ricostruire la vallata? Scopriamolo insieme!
Trama
Nell’opera interpreteremo un giovane vampiro che, successivamente ad una forte diatriba con i propri genitori, scapperà da casa per andare a Moonlight Peaks, una vallata in cui si rifugerà in una rovinata fattoria assieme al suo Hellkitten, un gattino dai tratti molto peculiari.
Una volta catapultati in questo luogo al di fuori dei pensieri dei nostri genitori, impareremo a conoscere i nostri vicini, i loro problemi e le loro speranze per il futuro della valle.
Moonlight Peaks, a differenza di molte opere dello stesso genere, presenterà una vera e propria trama che verrà articolata all’interno di diverse cutscene che vedremo nel corso del nostro gameplay, all’interno delle quali scopriremo di più del mondo di gioco e delle persone che abitano la valle.

Nonostante i personaggi che conosceremo saranno tutti diversi sia in termini di personalità che di design e ognuno di loro avrà una propria backstory approfondita, ognuno sembra rappresentare degli specifici stereotipi e raramente usciranno da questi confini, risultando oltremodo piatti e rendendo alquanto complicato affezionarci a loro.
Anche scoprendo le loro storie assisteremo ad eventi che sanno di già visto e che mostreranno uno sviluppo alquanto superficiale dei temi che portano, ma il problema principale della scrittura lo si vedrà all’interno dei dialoghi: questi sono quasi in ogni momento pervasi da un’innaturale positività e, nonostante specifici eventi cerchino di dare una distinta personalità ai personaggi, tutti risulteranno ugualmente piatti e accomodanti in ogni momento. Nemmeno a noi giocatori verrà data la possibilità di uscire dalla nostra allegra personalità predefinita, non permettendoci di creare dei personaggi più approfonditi.

Tutto sommato però, la storia si fa seguire, specialmente grazie alle missioni che ci daranno la possibilità di scoprire sempre cose nuove sulla lore del mondo e sul gameplay, ma un ulteriore impegno nello sviluppo di personaggi più sfaccettati, anche a costo di rendere alcuni di questi meschini, avrebbe sicuramente giovato alla scrittura generale.
Gameplay
Moonlight Peaks nasce come cozy game moderno, e dal suo gameplay loop e le sue meccaniche possiamo vedere l’influenza che giochi di questo genere hanno avuto sulla sua produzione.
Infatti, riprende le basi principali dei cozy games, come la creazione di una nostra personale fattoria e tutto il duro lavoro che viene con questo, la pesca, la caccia agli insetti e anche lo sviluppo di relazioni con i nostri vicini di casa.
Il titolo però non adotta questi aspetti in modo blando, e riesce a dare un proprio tocco di unicità nel loro sviluppo: la pesca, ad esempio, pur essendo molto elementare nel suo sistema, introduce la possibilità di raccogliere subito la spazzatura che troveremo nel fiume senza doverla prendere come se fosse un pesce normale, come succede in altri titoli.
Oltre agli insetti, nelle strade di Moonlight Peaks troveremo altre creature che potremo catturare, come scarabei o anche delle simpatiche anime, chiamate Soulblobs, che ci daranno anche una breve spiegazione spesso molto particolare sulla morte del loro possessore.

I Soulblobs saranno uno fra i collezionabili disponibili, essendo che, nascosti per i viali, potremo trovare anche i Vampters, tenere creature di dubbia origine e dall’aspetto poco intelligente che dovremo prendere e portare alla loro famiglia.
Raccogliendo le creature, otterremo dei premi dai personaggi che inizialmente ci introdurranno a loro, dandoci un ulteriore motivo per prendere parte alla loro caccia sfrenata.
Oltre a quelle classiche, nell’opera vengono aggiunte svariate nuove meccaniche interessanti che esprimeranno la natura gotica del gioco: la più intrigante è sicuramente la magia, che ci permetterà di creare diversi incantesimi che ci supporteranno nel nostro gameplay grazie all’aiuto della nostra bacchetta, dopo averla riparata un po’ alla buona.
Una volta ottenuta, scopriremo man mano nuove formule attraverso degli eventi con i personaggi, che ci danno sempre del nuovo contenuto con l’avanzare della storia.

Oltre alla magia potremo anche creare pozioni, trasformarci in delle creature diverse e, soprattutto, giocare a Nokturna: questo sarà un semplice gioco di carte in cui dovremo sfruttare la nostra tecnica per schierare le carte giuste e raggiungere un punteggio superiore a quello del nostro avversario.
Il minigioco in sé e per sé è molto divertente anche se non troppo complesso a livello di meccaniche, ma sarà sicuramente molto avvincente scorrazzare per la città a sfidare ogni personaggio per ottenere le sue carte, proprio come in un altro gioco di carte molto simile ed amato dai Witcher...
Con l’avanzare del gioco, potremo sbloccare sempre nuove meccaniche e nuovi oggetti per migliorare la qualità del nostro gameplay o anche solo per dare più contenuto al titolo, fornendo al giocatore sempre una motivazione per continuare e mantenendolo sempre coinvolto.
Anche le dinamiche solite riescono a risultare accattivanti grazie all’implementazione di nuovi dettagli e modi di giocare, riuscendo a far rinascere l’interesse anche nei giocatori ormai abituati al genere.

Tuttavia, non mancano dei problemi che sicuramente ci daranno molto da fare, specialmente nelle fasi iniziali del gioco, uno fra tutti la gestione della stamina. Nelle prime ore di gameplay, la nostra stamina sarà assolutamente esigua e ci ritroveremo spesso a finirla dopo circa due ore all’interno della giornata, nel caso in cui faremo dei lavori più grandi nel nostro giardino o in miniera, obbligandoci a portare grandi quantità di cibo che comunque aiuteranno poco nella rigenerazione dell’energia. Questa potrà essere ampliata con il proseguire nella storia, ma rimane il fatto che la vedremo scendere sempre fin troppo rapidamente.
Ad abbellire la nostra routine ci saranno anche le immancabili festività, alcune che riprenderanno quelle davvero esistenti, come il Natale, e alcune completamente nuove all’interno della storia del gioco, come il Lovage, ma tutte con un twist più gotico a rendere unico l’evento.
Il mondo del titolo in generale sarà molto elaborato, e sin dall’inizio della nostra partita avremo la possibilità di esplorare una mappa piccola ma colma di cose da fare di giorno in giorno, oltre che con tantissimi negozi per acquistare mobili, vestiti, cristalli e tanto altro.
In generale per quanto riguarda il gameplay, il titolo già dal suo lancio è colmo di contenuti che ci daranno ore ed ore di gioco, all’interno del quale i fan del genere avranno sicuramente pane per i loro denti senza aver bisogno di aspettare nuovi aggiornamenti.
Comparto artistico e tecnico
I cozy games sono riconoscibili anche per i loro stili cartoon, con colori caldi in grado di far trasparire tranquillità da ogni poro, e Moonlight Peaks non è da meno; tuttavia il titolo di oggi presenta alcune caratteristiche che non lo fanno risaltare rispetto ai suoi competitor.
Lo stile generale è altalenante, dato che presenta dei tratti alquanto generici pur cercando di trovare la sua unicità nell’estetica dark che lo contraddistingue, ma che non riesce a farlo uscire dal cerchio del già visto.

Tuttavia, questo non significa che il comparto estetico sia stato messo in secondo piano, essendo che, al contrario, riesce a mostrare il meglio di sé nella realizzazione del mondo di gioco, specialmente negli ambienti, all’interno dei quali si può ammirare un livello di dettaglio che raramente appare in altri titoli del genere ma anche nei videogiochi in generale, creando delle abitazioni che davvero sembrano vissute dai personaggi e che ne rispecchiano perfettamente la personalità.
Sfortunatamente, lo stesso non si può dire della soundtrack che, seppur sia piacevole da ascoltare, rimarrà sempre uno sfondo che difficilmente ricorderemo una volta chiuso il gioco, portando delle melodie tranquille che si adatteranno ai nostri ritmi ma anche all’estetica generale del gioco. Inoltre, ci appare molto strano il fatto che, nel caso rimarremo più tempo nella stessa area, la OST si interromperà una volta completata, senza andare in loop come succede di solito.

Dal punto di vista tecnico il titolo non ha presentato alcun problema nel corso dell’interezza del nostro gameplay, mantenendosi stabile, tuttavia va messo in risalto che non sarà possibile salvare durante la giornata, ma per farlo bisognerà obbligatoriamente dormire a casa nostra, come in Stardew Valley.
Grazie alla semplicità del suo stile, il titolo è giocabile anche su configurazioni di fascia medio bassa, anche se non ci saranno ulteriori preset grafici oltre a quelli predefiniti.
Ringraziamo Decibel PR per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questa recensione. Seguiteci sul nostro sito per altre recensioni e articoli in arrivo nei prossimi giorni.


