“Le distanze mutano. I sentieri si deformano.
Come se questo pallido mondo senza luce possedesse volontà e vita proprie. La sua pietà si è fatta ira durante un’epoca fin troppo lunga.
Chi siete?
Il tombarolo dalle unghie spaccate che stringe avidamente l’argento razziato?
O il mistico che tenterebbe di piegare il misero cuore di questo mondo per evitarne l’inevitabile fine?” *
Ci sono giochi che cercano di adattare un gioco di ruolo da tavolo replicandone fedelmente regole e meccaniche, e poi ci sono progetti che tentano qualcosa di più ambizioso: tradurre in forma videoludica un’atmosfera, una filosofia e un’identità artistica. Il titolo di cui vi parleremo oggi appartiene decisamente alla seconda categoria, e, come avevamo già chiarito nella nostra intervista (che trovate qui) con i MorbidWare Games, di queste virtù MÖRK BÖRG Heresy Supreme ne ha a camionate, così il gioco da cui discende, d’altronde.
Heresy Supreme infatti è un adattamento ufficiale dell’acclamato RPG cartaceo MÖRK BORG, un GDR old school noto per la sua estetica oscura e nichilista ma al tempo stesso colorata e riconoscibile, che fonde atmosfere apocalittiche con regole minimaliste e meccaniche che premiano il rischio, a fronte di una mortalità dei personaggi veramente elevata.
Ecco quindi la nostra anteprima di MÖRK BORG Heresy Supreme!
IL NOSTRO VIAGGIO NEL MONDO MORENTE
Il titolo si presenta come un action RPG bidimensionale dall’anima doom, intesa nel senso più metal del termine. Il setting immerge il giocatore in un mondo cupo e corrotto condannato alla distruzione, ma praticamente già morto, dominato da fanatismo religioso, decadenza, putrefazione e disperazione. Qui il protagonista non è il classico paladino, mago o stregone supremo, ma pura feccia: un reietto destinato, come viene chiarito fin dai primi momenti, non a salvare il mondo, ma semplicemente a tentare di ritardarne la fine, offrendo tributi a un dio crudele e iracondo.
Sin dalla schermata di creazione del personaggio è evidente come il team non abbia voluto realizzare un semplice action game con il marchio MÖRK BORG applicato sopra. L’estetica è l’elemento che colpisce il giocatore con più violenza, almeno all’inizio. Ogni schermata sembra uscita direttamente dalle pagine del manuale originale: colori aggressivi, illustrazioni disturbanti e un design volutamente sporco e minimale, che riesce a trasmettere una sensazione costante di disagio e precarietà. L’impressione è quella di trovarsi all’interno di un album black metal interattivo, dove ogni elemento contribuisce a rafforzare il senso di oppressione, pericolo costante e imminente apocalisse.

A livello di gameplay MÖRK BORG Heresy Supreme si presenta come un action RPG bidimensionale che rovescia molte delle aspettative tipiche del genere. Se la struttura di base ricorda – per ritmo e prospettiva – l’approccio contemplativo di titoli come Darkest Dungeon, dove ogni mossa può costare cara, il cuore dell’esperienza è un sistema di combattimento in tempo reale punitivo ma profondamente gratificante, costruito attorno alla gestione di tempi, risorse, oggetti e strumenti offensivi o difensivi.
In Heresy Supreme non si ‘spamma’ il tasto attacco: ogni contatto con i nemici è un rischio calcolato, e la sopravvivenza dipende tanto dalla scelta tattica quanto dalla tempistica. I combattimenti infatti sono spietati: reagire troppo tardi o troppo presto può significare una fine brutale. Quando le armi non bastano, il giocatore può anche contare sulle abilità dei vari personaggi e su decine di oggetti dai poteri strani e imprevedibili: alcuni infliggono maledizioni, causano confusione o modificano temporaneamente il campo di battaglia a proprio vantaggio, e possono avere effetti contrari se consumati.

Tenendo premuto il tasto di lancio, potrete infatti cibarvi di qualsiasi oggetto stiate impugnando in quel momento; allo stesso modo, potrete lanciare qualsiasi consumabile contro i nemici, volontariamente o per errore. Volete mangiare un teschio ricoperto di vermi? Lanciare i vostri sudati guadagni? Potete farlo, perché in Heresy Supreme tutto ha un effetto, su voi e sui nemici. La situazione diventa ancora più caotica e divertente quando incappate in una maledizione che inverte gli effetti di consumo e lancio, costringendovi a ripensare ogni vostra azione.
La versione Early Access di Heresy Supreme mette a disposizione tre classi giocabili, che aumenteranno con lo sviluppo. Sono chiamate Scum (letteralmente “feccia”), e ciascuna ha un set di abilità e un approccio strategico radicalmente diverso:
- Fanged Deserter: un combattente aggressivo da usare a distanza ravvicinata, in grado di usare le armi più potenti, ma con una gestione della stamina delicata; ideale per scontri frontali grazie al suo scudo ma vulnerabile se circondato.
- Scurvy Cur: l’arciere, rapido, subdolo, in grado di sputare veleno, e di infliggere, ovviamente, danni a distanza.
- Esoteric Hermit: manipolatore arcano, controlla il campo di battaglia tramite incantesimi e maledizioni; potente e abbastanza veloce, ma fragile.
In MÖRK BORG Heresy Supreme il party del giocatore è composto da un massimo di tre personaggi, un equilibrio perfetto tra varietà tattica e gestione strategica durante esplorazioni e combattimenti. È possibile schierare un solo membro del gruppo alla volta, ma cambiare rapidamente tra i compagni in qualsiasi momento (tranne quando il personaggio in gioco è in fin di vita) premendo un semplice tasto.
Ogni personaggio porta con sé abilità uniche, ruolo e approccio al rischio, rendendo la composizione del party un elemento cruciale e mai scontato. Nella nostra run più fortunata, ad esempio, abbiamo optato per un gruppo formato da un arciere e due guerrieri: uno con l’abilità Morso e l’altro con l’abilità Pet, che permette di attrarre companion animali.
A rendere la dinamica ancora più complessa, ogni membro del gruppo possiede una propria agenda personale: desideri, paure e obiettivi che non sempre coincidono con quelli del giocatore. Questo significa che, in determinate circostanze, un compagno potrebbe abbandonare la missione, derubarci o addirittura rivoltarsi contro di voi, se non ama la composizione del gruppo, se ci recheremo in zone che non ama attraversare o semplicemente per seguire la propria logica interna.
L’ unica vera safe zone all’interno di MÖRK BORG è la città di Galgenbeck, l’ultimo baluardo di semi-normalità in un mondo in rovina. All’interno delle sue mura potrete tirare un attimo di respiro: tra le bancarelle dei venditori troverete rifornimenti e oggetti dalle proprietà bizzarre, tutti strumenti necessari per affrontare i pericoli del mondo esterno. La taverna, anche se non la definiremmo certamente accogliente, non è solo un luogo di ristoro dove curare la salute del vostro party e buffare le statistiche. Qui potrete raccogliere informazioni, reclutare mercenari in cerca di gloria (o di denaro facile) e persino ottenere missioni.
Galgenbeck è anche il punto da cui iniziano molte delle quest principali e secondarie, ma non tutte. Sarà infatti possibile imbattersi in incontri casuali nelle varie aree del mondo di gioco, slegati da qualsiasi trama ufficiale.
Questi eventi, casuali o meno – che possono manifestarsi mentre siete alle prese con l’esplorazione di rovine, cimiteri, foreste putrescenti o città decadenti – aggiungono un livello di imprevedibilità continua all’esperienza: un carico di armi perduto, dei goblin che avvelenano un pozzo, dei briganti che assaltano un possibile membro del party, un sacerdote che ci chiede ingredienti particolari per il suo rituale, uno scheletro che ci chiede dei pezzi di ricambio e tanti altri.

Questa commistione tra quest strutturate e eventi emergenti rende il mondo di Heresy Supreme dinamico e pulsante: non si ha mai la sensazione di seguire soltanto un filo predefinito, ma si è costantemente costretti a valutare rischi, priorità e opportunità. Uscire da Galgenbeck non significa semplicemente affrontare un’altra missione, ma entrare in un teatro di possibilità imprevedibili, dove ogni angolo potrebbe nascondere tanto un alleato quanto una minaccia.
Ai pericoli mortali che dovremo affrontare ogni volta che usciamo dalla città si aggiunge infatti una componente che trascende il mero combattimento: il tempo stesso è un nemico silenzioso. Ogni viaggio da Galgenbeck verso un nuovo obiettivo comporta lo scorrere di ore preziose, e con esse il rapido avvicinarsi dell’apocalisse incombente, che potremo contrastare.
A rendere questo senso di decadenza ancora più pregnante è il sistema delle Miserie, ereditato direttamente dallo spirito nichilista del gioco di ruolo cartaceo.
Con ogni giornata che passa una nuova Miseria farà da pietra miliare della fine, e queste non sono rappresentate da semplici penalità numeriche: il cibo marcisce, le pestilenze si aggravano, le creature si fanno più presenti e feroci e le rovine si dissolvono o si popolano di pericoli sempre più letali.

A controbilanciare questi malus, il sistema dei Presagi. Nell’RPG originale, gli Omen sono una meccanica consolidata che rappresenta una risorsa limitata e potente che i personaggi possono spendere per influenzare momenti critici. Ogni giorno ne otterremo di diversi per i nostri personaggi, e questi possono essere “spesi” per guadagnare vantaggi sostanziali in situazioni decisive. Fra gli usi possibili, per ora, troviamo: infliggere danno massimo con un attacco, rilanciare un dado durante una prova e negare il danno subito da un attacco.
Ma che GDR sarebbe senza il passaggio di livello? Nel gioco da tavolo MÖRK BORG, il passaggio di livello — o Getting Better — non è una mera questione di accumulo di esperienza, ma un processo deciso da un tiro di dado che può migliorare o peggiorare le statistiche del personaggio: si tira un d6 per determinare l’aumento dei punti salute e poi si tira di nuovo per ciascuna delle quattro abilità, confrontando il risultato con il valore dell’abilità stessa.
Se il risultato è uguale o superiore all’abilità, questa aumenta; se inferiore, diminuisce, stessa cosa avverrà in Heresy Supreme, quando lasceremo il campo di battaglia per leccarci le ferite. A questo si aggiungerà un potenziamento garantito, che potremo scegliere tra tre casuali, e l’upgrade dei punti vita, anch’esso garantito.
I CONTENUTI DELL’EARLY ACCESS
Per quanto riguarda i contenuti, l’Early Access di MÖRK BORG Heresy Supreme offre già un volume sorprendentemente solido: missioni principali e secondarie, aree variate dal punto di vista estetico e contenutistico, centinaia di oggetti e nemici e una struttura che non lascia spazio alla monotonia. L’attuale versione rappresentava circa il 40% dell’esperienza finale prevista, ma Morbidware sta affinando continuamente il titolo, pubblicando patch quotidiane con fix tecnici, modifiche al bilanciamento delle abilità e costanti ampliamenti di contenuto.
Un lavoro così corposo e incessante da aver trasformato il gioco, non solo rispetto al giorno in cui ci hanno inviato la chiave per questa anteprima, ma anche rispetto all’inizio della stesura di questo articolo.

Il risultato è un titolo che, pur non essendo ancora completo, si sente già vivo e in espansione: ogni aggiornamento non solo corregge problemi o rifinisce meccaniche, ma introduce spesso elementi nuovi che aumentano varietà e profondità, preparando il terreno per le aggiunte più sostanziali previste nei mesi successivi fino alla versione 1.0.
* Dalla prima pagina del manuale ufficiale di MÖRK BORG, prima edizione italiana.
Ringraziamo MorbidWare Games per averci fornito una chiave di MÖRK BORG Heresy Supreme per realizzare questa anteprima.
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