Stonemachia è, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più interessanti e riusciti che siano emersi dal mercato videoludico nostrano. Stavamo affrontando nuovamente il tortuoso cammino di Zefiro a suon di parry quando abbiamo pensato che sarebbe stato bello poter offrire a Ivan Maestri e al suo team uno spazio per raccontare Stonemachia da una prospettiva inedita: quella audace e creativa di chi ne ha potuto accompagnare e apprezzare i numerosi cambiamenti.

Abbiamo avuto modo di parlare con il team e porre loro una serie di domande che spaziano dalla genesi del progetto alle prospettive per il futuro del gruppo, senza escludere la richiesta di un consiglio per tutte quelle piccole realtà italiane che, come Crossfall, vorrebbero veder nascere un titolo di successo in questo mercato.
1. Evoluzione del Progetto
Come si è evoluto il gioco durante lo sviluppo? Gli scacchi, intesi come gioco, avevano un ruolo più centrale nelle prime fasi del progetto oppure è stata un’idea sviluppata successivamente?
Per quanto riguarda la questione dell’importanza del gioco degli scacchi durante lo sviluppo, il creatore Ivan Maestri afferma sempre che «Stonemachia sta agli scacchi come Neon Genesis Evangelion sta al genere mecha».
Raccontateci un aneddoto interessante sullo sviluppo di Stonemachia.
2. Game Design e Bilanciamento
Nel gioco è presente una quantità davvero elevata di boss fight. Come vi siete approcciati al bilanciamento di un numero così ampio di scontri?
Stonemachia è un titolo sicuramente impegnativo, ma premia fortemente chi riesce ad assimilarne le meccaniche. Avete mai pensato di introdurre un livello di difficoltà oppure condividete l’idea che “un gioco per tutti sia un gioco per nessuno”?
Cosa differenzia, a vostro avviso, Stonemachia da qualsiasi altro videogioco del suo genere?
La storia di Stonemachia si ricostruisce in buona parte attraverso i pensieri delle creature che abitano le sue ambientazioni. Quali sono, secondo voi, i vantaggi unici del medium videoludico quando si vuole raccontare una storia?

3. Settore Tecnico e Direzione Artistica
Parlateci del vostro rapporto tra tecnicismi grafici e art direction: qual è, secondo voi, il giusto equilibrio?
Cosa ha guidato la scelta del motore grafico durante lo sviluppo? Qual è il vostro approccio nei confronti delle tecnologie emergenti, come l’upscaling e l’intelligenza artificiale?
4. Ricezione e Mercato
Se doveste individuare un aspetto del gioco che, una volta arrivati alla pubblicazione, non vi ha soddisfatto pienamente, quale sarebbe?
Ci sono aspetti della ricezione da parte del pubblico o della critica che vi hanno colto particolarmente alla sprovvista?
Nell’epoca dell’elevata competitività del mercato, Iron Pineapple ha sicuramente dato una grande spinta alla visibilità internazionale del gioco. Che consigli dareste agli sviluppatori indipendenti che cercano di far emergere il proprio progetto?
Sappiamo quanto sia difficile trovare il tempo per fare ciò, per cui consigliamo di trovare un amico disposto a farlo!
5. Panorama Italiano e Prospettive Future
Cosa consigliereste agli sviluppatori italiani che desiderano realizzare un videogioco di successo? Quali sono, secondo voi, i fondamentali da non trascurare?
Restando seri: non lo sappiamo. Siamo sempre stati convinti che Stonemachia sia stato un miracolo, anche solo per come è stato recepito dal pubblico, e ancora ci grattiamo la testa cercando di capire cosa sia successo…
Le uniche cose che possiamo consigliarvi sono di iniziare effettivamente a trasformare l’idea in un videogioco, non strafare e circondarvi di persone di cui vi fidate per continuare il percorso di sviluppo!
Pensate che l’Italia possa essere considerata un terreno fertile per lo sviluppo videoludico? Quali sono, a vostro avviso, i prossimi passi necessari affinché il settore possa crescere in maniera più marcata nel nostro Paese?
Abbiamo conosciuto in questi anni tante persone in quest’industria davvero in gamba e che sappiamo abbiano delle qualità sicuramente non minori di quelle di addetti ai lavori in altri Paesi più blasonati. Forse, le uniche cose che adesso mancano veramente in Italia sono gli investimenti nel settore da parte di aziende terze e un po’ di strutturazione migliore negli studi. Ma qualcosa sta cambiando.
Stonemachia è uno dei titoli italiani che ha ricevuto maggiore attenzione negli ultimi anni. Quanto ha influito l’identità italiana sul processo creativo e sul risultato finale?
Ora che Stonemachia è disponibile sul mercato, pensate di continuare a esplorare questo genere oppure avete intenzione di cimentarvi con qualcosa di radicalmente diverso?
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