Il meglio degli indie alla Gamescom 2025 | 7 titoli da tenere d’occhio

Non è certo un segreto che la Gamescom rappresenti uno dei principali punti di ritrovo per le più grandi aziende videoludiche del mondo, offrendo l’occasione di presentare i propri progetti futuri con demo sia pubbliche che riservate.
Allo stesso tempo, però, ampio spazio è dedicato anche al panorama indie, che nell’ultimo decennio ha vissuto una crescita costante e ha dimostrato di saper offrire anche esperienze che non possono essere definite semplicemente “di serie B”.

Potremmo passare ore a citare esempi di indie dall’enorme successo, al punto da riempire facilmente un articolo intero e forse persino più lungo di questo, ma il nostro obiettivo oggi non è celebrare il passato ma bensì scoprire le nuove promesse del futuro. E, grazie alla disponibilità degli sviluppatori, abbiamo avuto modo di dare uno sguardo in anteprima a diversi titoli che, a nostro parere, meritano davvero tanta attenzione.

Quella che segue non è quindi una lista di raccomandazioni, ma una raccolta di impressioni personali sui giochi che ci hanno colpito durante la nostra esperienza, consapevoli che ciò che abbiamo visto potrebbe ancora cambiare o celare dettagli capaci di ribaltare le nostre opinioni.
Fatte le dovute premesse, vi invitiamo quindi a seguirci in questo viaggio tra i progetti indie più interessanti scovati alla Gamescom 2025, e chissà se tra questi non si nasconda la prossima grande rivelazione.


CRUSHED IN TIME

Avete mai giocato a There is no Game? No? Allora non possiamo che consigliarvi di recuperarlo subito: parliamo infatti di uno dei fenomeni videoludici più grandi del 2020, capace di conquistare migliaia di giocatori grazie al suo umorismo pungente e agli enigmi originali e mai banali.
Per chi invece conosce già ciò di cui stiamo parlando, sarà per voi una buona notizia sapere che i talentuosi ragazzi di Draw Me a Pixel sono al lavoro su un nuovo progetto intitolato Crushed in Time, uno spin-off/sequel che ci porterà nuovamente a seguire le avventure degli stessi Sherlock Holmes e Watson, già comparsi nella loro precedente opera.

Durante la nostra anteprima abbiamo potuto assistere al prologo del titolo, che parte subito con una premessa metanarrativa intrigante che riguarda proprio lo sviluppo del videogioco dedicato ai due investigatori, improvvisamente bloccato a causa della misteriosa scomparsa di un NPC dai file di gioco. Come suggerisce il titolo, il viaggio nel tempo sarà l’elemento chiave dell’avventura. Ma attenzione, perché non si tratterà di esplorare epoche storiche come il Medioevo o l’era dei dinosauri, ma in questo caso verremo portati indietro… nello sviluppo stesso del videogioco!

Dal punto di vista del gameplay, Crushed in Time resta fedele alla sua natura di puzzle game ingegnoso, capace di sorprendere a ogni enigma. La formula di base richiama lo stile classico del “punta e clicca”, ma con la trovata originale che ogni elemento a schermo possiede una sorta di elasticità, che diventa la chiave per risolvere i rompicapi.

Ci troveremo così a tirare mobili che torneranno con forza nella loro posizione, sballottare oggetti sfruttando la fisica del puntatore, o persino ruotare il mouse come una manovella per attivare meccanismi, in un sistema che prende dinamiche familiari delle avventure grafiche e le trasforma in qualcosa di inaspettato e completamente nuovo.

Crushed in Time, uno dei titoli indie alla Gamescom 2025

A tal riguardo, particolarmente riuscito risulta il feeling del mouse che restituisce con sorprendente realismo la sensazione di “tirare” e interagire con gli oggetti. A questo si aggiunge poi l’immancabile umorismo dello studio che risalta già nel prologo, riuscendo immediatamente a strapparci più di una risata. Va detto, però, che non si tratta di un gioco adatto a tutti, e gli enigmi sanno essere complessi al punto da mettere alla prova anche i più attenti osservatori, nonostante quelli da noi provati si sono sempre rivelati stimolanti ma anche intuitivi a patto di avere la pazienza e il tempo necessari per ragionarci sopra.


NO STONE UNTURNED

Primo capitolo di una trilogia, No Stone Unturned si è rivelato senza dubbio uno dei titoli più curiosi e interessanti che abbiamo avuto modo di provare durante il nostro soggiorno in Germania.
Alla base del gioco c’è il fatidico indovinello: “Perché il pollo ha attraversato la strada?”  Beh, nei panni di un detective goffo e tutt’altro che brillante, ma animato da una determinazione incrollabile, saremo chiamati a indagare sul presunto omicidio del pollo, esplorando una mappa che ci è stata definita come “open-world” alla ricerca di indizi e testimonianze.

L’avventura si articolerà in cinque casi distinti e apparentemente scollegati tra loro, che con il tempo andranno a intrecciarsi fino a formare un’unica grande trama coesa, incontrando personaggi al limite dell’assurdo e ritrovandoci in scenari che sembrano usciti da un sogno surreale.
La comicità è l’anima che permea ogni aspetto dell’opera, dal tono delle investigazioni al design dei personaggi, e il tutto è accompagnato da una pixel art che, dietro un’apparente semplicità, nasconde ambientazioni ricche di dettagli e primi piani curati con grande attenzione.

E, allo stesso modo, anche il gameplay stesso si rivela molto più complesso di quanto sembri a una prima occhiata. Oltre l’aspetto investigativo, in No Stone Unturned troveremo infatti ben 25 minigiochi unici, ciascuno della durata di pochi secondi, con oltre 100 variazioni sulla falsa riga dei celebri WarioWare. Siamo stati rassicurati sul fatto che non tutti saranno obbligatori per proseguire nella trama principale, permettendo così allo sviluppatore di offrire una storia accessibile a tutti ma al tempo stesso di proporre sfide extra pensate per chi ama mettersi alla prova.

Tra questi troveremo citazioni e omaggi ai diversi generi videoludici, dagli RPG ai rhythm game, garantendo varietà e un ritmo di gioco che promette di non annoiare mai e stimolare sempre il giocatore con qualche contenuto nuovo in ogni fase dell’avventura. Parallelamente, il titolo mantiene comunque un forte focus sull’aspetto investigativo: la narrazione non vi guiderà per mano, ma vi metterà piuttosto nelle condizioni di ricostruire (letteralmente) gli eventi sul vostro taccuino, fino a svelare cosa si nasconde dietro la catena di incidenti bizzarri al centro della trama.

No Stone Unturned sarà inoltre completamente doppiato (in inglese), con la partecipazione di nomi di rilievo come David Suchet, e l’uscita è prevista per la prima metà del 2026 su Xbox, PlayStation, Steam, Mac e su Switch 1 e 2. Nel frattempo, è già disponibile una demo su Steam, perfetta per chi vuole farsi un’idea concreta di questo peculiare mix creativo.


KILL THE SHADOW

Restando nel campo degli investigativi, abbiamo avuto modo di provare anche Kill the Shadow, opera prima di Shadowlight che ci mette nei panni di un ex-poliziotto deciso a inseguire la verità a ogni costo. Rispetto al titolo citato in precedenza, qui l’ambientazione abbandona la vena comica per puntare su toni più realistici e drammatici, valorizzati da una pixel art che gioca moltissimo con l’illuminazione creando un comparto visivo sul quale non possiamo che elogiare l’enorme cura riposta.

La nostra prova si è concentrata sulla prima ora del gioco e, quindi, sul primo caso, che si è rivelato sorprendentemente intrigante soprattutto grazie a una delle meccaniche centrali del gameplay, che ci permette di ricostruire temporalmente gli eventi con l’aiuto di una misteriosa ombra che solo il protagonista può vedere. Pur presentandosi in apparenza come un titolo lineare in cui il compito principale è collegare correttamente le domande dell’investigazione con le prove raccolte, Kill the Shadow permetterà, nelle fasi conclusive del caso, a noi di decidere cosa fare della verità scoperta, con conseguenze che potrebbero cambiare radicalmente il corso della storia.

Per esempio, alla fine del primo caso avremo la possibilità di scegliere se rivelare pubblicamente la verità oppure affrontare in privato il responsabile degli eventi, e anche i dialoghi offrono molteplici scelte capaci di condurre a finali diametralmente opposti a seconda delle nostre decisioni. Non ci sentiamo quindi di negare di esserci sentiti coinvolti e divertiti durante la nostra prova, immersi in un mondo costruito con cura e attenzione, nonostante non possiamo nemmeno nascondere che non tutto ci ha convinti allo stesso modo. 

Durante alcune sequenze ambientate sotto la pioggia battente, ad esempio, abbiamo notato piccoli cali del framerate; inoltre, i dialoghi ci sono sembrati poco convincenti e la narrazione, per quanto potenzialmente interessante, è risultata troppo sbrigativa e priva del giusto pathos. Nonostante queste imperfezioni, l’esperienza complessiva ci ha lasciato incuriositi. Kill the Shadow promette infatti di unire il fascino delle classiche indagini urbane con suggestivi elementi soprannaturali, e siamo ansiosi di scoprire quali nuovi casi ci attendono nella versione finale.


COSMO TALES

Con una marcata impronta anni ’70, Cosmo Tales è l’ultima novità annunciata da Bohemia Interactive, lo studio già noto per titoli come Arma, DayZ e Ylands. In questa nuova avventura vestiremo i panni di un esploratore spaziale a bordo di una piccola macchina senziente, che ci guiderà tra le stelle fornendoci indizi su dove andare e cosa fare, in partite dalla durata dai 5 ai 10 minuti e con un gameplay che fonde elementi da rogue-lite e bullet hell.

Muovendoci in un universo tridimensionale, dovremo raccogliere potenziamenti, affrontare missioni secondarie per migliorare ulteriormente il nostro veicolo e sfidare infine boss imponenti e giganteschi. La storia, invece, ci verrà raccontata in maniera originale attraverso sequenze a fumetti, come a voler sottolineare ancora di più lo stile vintage dell’opera. L’aspetto centrale del gioco, appare chiaro, rimane comunque il gameplay, che viene ulteriormente arricchito dalla possibilità di cambiare tra tre dimensioni principali durante la missione, trasformando di volta in volta le abilità della nostra vettura e aprendo a strategie sempre diverse.

Le skill principali saranno sempre due, una dedicata al movimento e l’altra all’attacco, ed entrambe potranno cambiare radicalmente in base alle dimensioni che decideremo di “equipaggiare”, dando vita a una quantità sorprendente di combinazioni. E se già i mix che abbiamo avuto modo di vedere ci sono sembrati sufficienti a garantire ore e ore di divertimento, gli sviluppatori ci hanno confidato di puntare in futuro a introdurre fino a ben 20 o 30 dimensioni sbloccabili, così da offrire un’esperienza sempre fresca e adattabile a qualsiasi stile di gioco.

Il titolo debutterà in Early Access nel corso del prossimo anno, distribuito in piccole storie rilasciate progressivamente, con la versione completa prevista per il 2027. Al momento dell’uscita non sarà disponibile una modalità multiplayer, nonostante l’impostazione sembri perfetta per vivere l’avventura insieme ai nostri amici e meno divertente se giocata in solitaria, ma fortunatamente Bohemia Interactive ha già confermato di essere al lavoro per integrare questa funzionalità in futuro.

Cosmo Tales si presenta quindi come un’esperienza vivace e spettacolare, fatta di colori sgargianti e battaglie dall’impronta cinematografica, in cui il divertimento rimane sempre al centro dell’esperienza.
Insomma, un titolo che ha tutte le carte in regola per diventare una delle più grandi sorprese dell’anno per gli appassionati del genere.


CALL OF THE ELDER GODS

Tra le altre sorprese provate in fiera troviamo anche Call of The Elder Gods, attesissimo sequel dell’amatissimo Call of The Sea. Attenzione però, perché non si tratta di un semplice seguito spirituale o di una storia ambientata secoli dopo con vaghi richiami al passato, ma siamo davanti a una vera e propria continuazione diretta degli eventi con personaggi e situazioni che riprendono esattamente da dove li avevamo lasciati.

A conferma di ciò troviamo la possibilità di importare i propri salvataggi dal gioco originale, così che la trama di Call of The Elder Gods si adatterà al finale che avete ottenuto in passato, influenzando non solo i dialoghi ma persino alcune ambientazioni. Chi invece non avesse giocato al primo capitolo potrà comunque lanciarsi subito in questa nuova avventura grazie a una modalità “canonica”, che non richiede alcun salvataggio precedente. Detto ciò, considerando quanto le due storie siano strettamente legate, il nostro consiglio rimane quello di recuperare Call of The Sea per cogliere appieno ogni riferimento.

Il gameplay resta ancorato alle sue radici così come lo stile grafico, che appare come la naturale evoluzione di quanto visto nel capitolo precedente. Le sezioni di gioco si sviluppano infatti attraverso i soliti enigmi ambientali disseminati nei vari luoghi che esploreremo, dove ogni stanza va osservata con attenzione alla ricerca di indizi da annotare nel nostro taccuino, per poi risolvere puzzle sempre diversi e nascosti in ogni angolo dello scenario.

Durante la nostra prova abbiamo trovato questi segmenti estremamente intuitivi e stimolanti, con una progressione fluida che non ci ha mai lasciato spaesati su cosa dover fare. Purtroppo il tempo a nostra disposizione è stato molto limitato, ma si è rivelato comunque sufficiente per riuscire a dare un primo sguardo alla villa che ospita le fasi iniziali del gioco, e non possiamo che elogiare gli sviluppatori per essere riusciti a creare un ambiente così immersivo, ricco di dettagli e con dietro un’enorme cura artistica: insomma, un vero piacere per gli occhi.


BEFORE I GO

Ci lasciamo ora alle spalle gli enigmi per orientarci verso un’esperienza più action e dal ritmo serrato, e quale genere incarna meglio questa descrizione se non quello dei metroidvania?
Nello specifico vogliamo parlarvi di Before I Go, un titolo che fin dai primi istanti rende chiaro quanto affonda le sue radici nei classici Metroid per costruire un mondo surreale, quasi fiabesco e al tempo stesso coperto di tinte cupe, nel quale interpreteremo il ruolo di un bambino chiamato ad affrontare un viaggio tanto intimo quanto pericoloso.

Alla base del gioco troviamo, infatti, una forte componente narrativa che mette al suo centro la paura più antica dell’essere umano, il timore della morte, creando uno scenario metaforico dove saremo proprio noi, nei panni di un cuore innocente, a dover fronteggiare le più oscure fobie che l’uomo tende a nascondere dentro di sé. Pad alla mano, emerge subito quanto sia rapido il gameplay, dovendo affrontare sezioni di platforming punitive ma sempre stimolanti che mantengono il giusto equilibrio tra sfida e gratificazione, grazie soprattutto a numerosi checkpoint e alla velocità del protagonista che rendendo sopportabili anche il dover ripetere certi tratti di strada.

Non bisogna però nemmeno pensare che Before I Go sia una passeggiata, e l’autore stesso ci ha confidato di essersi ispirato ai titoli souls di From Software (studio che, tra le altre cose, ammira profondamente), con l’obiettivo di trasmettere quella stessa sensazione di crescita personale. L’intento è infatti proprio quello di farci superare ostacoli che inizialmente sembrano insormontabili, e sarà questa conquista a regalarci quella gratificazione che solo giochi simili sanno offrire.

Da questo punto di vista, il gameplay ci ha ricordato molto il famigerato “Sentiero del Dolore” di Hollow Knight, con un focus spiccato sulle sezioni platform piuttosto che sul combattimento che occupa uno spazio decisamente secondario. Curiosamente, lo sviluppatore ci ha anche rivelato una forte ispirazione alla saga di Donkey Kong Country e in particolare alla meccanica degli iconici barili-cannone, qui riproposta ovviamente in una chiave più coerente con l’atmosfera e il tipo di gioco. Troveremo, inoltre, anche diverse abilità di movimento, che si sbloccano progressivamente che avanzeremo con la storia.

Before I Go è un titolo che ci ha davvero colpiti, conquistando la nostra anima da appassionati platformer alla ricerca di un’esperienza a metà strada tra un Super Metroid (che è anche il gioco preferito del developer) e Hollow Knight. È chiaro che non sarà un gioco adatto a tutti: il livello di sfida è alto e lo sviluppatore stesso ci ha confidato di essere ancora indeciso sull’introduzione di una “modalità facile”, che potrebbe però togliere valore all’esperienza complessiva.
Detto questo, noi non vediamo l’ora di rimettere mano su questo interessante esperimento, capace di tornare alle origini del genere ma con un gameplay adrenalinico e una componente narrativa sorprendentemente profonda.


CONSTANCE

Concludiamo questa nostra selezione di titoli indie che più ci hanno colpito alla Gamescom 2025 con un gioco che, pur restando nello stesso genere del precedente, se ne distacca nettamente per atmosfera e direzione artistica. L’ultimo titolo che abbiamo avuto modo di provare è stato infatti Constance, un metroidvania che trae forte ispirazione da Hollow Knight nelle meccaniche e nel level design, ma che sceglie di puntare su un’esperienza dai colori vivaci e dal gameplay orientato ai combattimenti contro nemici dallo stile stravagante.

Si tratta di un’avventura più leggera nei temi, almeno per quello che abbiamo potuto provare, con ambientazioni luminose e con l’obiettivo di sconfiggere, grazie al nostro fidato pennarello, tutto ciò che si presenta privo di colore. L’elemento che colpisce subito è ovviamente il comparto grafico, con animazioni fluide, palette vibranti e ambientazioni ricche di dettagli che contribuiscono a dare a Constance una personalità visiva fresca e immediatamente riconoscibile, distinguendolo da gran parte dei titoli dello stesso genere.

Sul fronte del gameplay non possiamo poi che elogiare l’ottimo level design, che si è rivelato chiaro e intuitivo sia nelle sezioni platform che negli enigmi, guidandoci naturalmente verso la direzione giusta senza mai risultare complicato. Allo stesso modo, durante la prova abbiamo affrontato anche il primo boss che appare immediatamente leggibile e semplice da comprendere nelle sue dinamiche, portando ad uno scontro divertente e coinvolgente.

Tuttavia, nonostante riteniamo che sia effettivamente questo lo scopo degli sviluppatori, Constance non ci ha mai trasmesso un reale senso di pericolo o di sfida. Anzi, anche in caso di sconfitta si riparte subito dalla stessa stanza, con la sola penalità di metà barra vitale che potrà comunque essere ricaricata facilmente, eliminando di fatto il tipico bisogno di ripercorrere dall’inizio la stessa strada ma annientando al contempo ogni tensione tipica del genere.

Insomma, ci troviamo davanti a un metroidvania semplice e rilassante, il cui scopo è più incantare con scenari che sembrano usciti da un dipinto che mettere a dura prova le abilità del giocatore.
Se siete quindi alla ricerca di un titolo che offra sfide impegnative e ostacoli degni di essere chiamati tali, forse è meglio guardare altrove (magari proprio a Before I Go, di cui vi abbiamo parlato poco sopra), mentre tutti gli altri potranno godersi questo piccolo gioiello artistico in uscita il 24 Novembre 2025!


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