Uno degli aspetti che apprezziamo maggiormente di queste fiere videoludiche a cadenza annuale risiede nella possibilità di poter seguire passo passo l’evoluzione di un titolo in fase di sviluppo, ed è questo il caso di Reanimal.
L’anno scorso avevamo apprezzato il nuovo titolo di Tarsier per le sue atmosfere eccezionali, per il ritmo delle sue sequenze e per gli aspetti più tecnici seppur ancora in fase embrionale.

Accompagnati da due importanti membri del team di sviluppo e da un altro giornalista nei panni del collaboratore in cooperativa, ci siamo lasciati in una sezione di gioco appartenente alla prima parte del titolo.
Un nuovo punto di vista
A differenza dei vecchi Little Nightmares che la stessa Tarsier aveva curato nello sviluppo, Reanimal introduce la modalità cooperativa online e locale.
A detta degli sviluppatori, l’intenzione sin dalle fasi di progettazione è sempre stata quella di emulare le sensazioni dello spavento collettivo, un po’ come nella visione condivisa di un film dell’orrore.

Pur trattandosi ancora una volta di protagonisti giovani e inesperti, la loro prospettiva cambia radicalmente rispetto al passato, non deformando più il mondo circostante secondo la propria interpretazione infantile ma piuttosto adottando una visione realistica e cruda dell’incubo che li circonda.
Le ambientazioni appaiono quindi più cupe che mai, solenni ed al contempo terribili nella loro evidente rovina e corruzione.
Coordinare le nostre azioni con una persona appena conosciuta ci è sembrato davvero naturale in questo setting, probabilmente per un semplice e comune senso di sopravvivenza e repulsione verso l’ignoto e le insidie che nasconde.
Telecamera e feeling
Un aspetto che abbiamo totalmente amato di questa demo, molto più avanzata rispetto a quella della scorsa gamescom, è senza dubbio la gestione della telecamera. Abbandonando la staticità elegante dell’inquadratura di Little Nightmares, quella di Reanimal è un qualcosa di molto più dinamico e reattivo rispetto alle decisioni di entrambi i giocatori, che si trovano a varcare le medesime ambientazioni tridimensionali adattandosi all’andamento degli eventi senza trovarsi esclusi.

Certo, esistono delle importanti limitazioni; allontanarsi troppo dal proprio compagno comporta il game over, e uscire dall’inquadratura verso i margini dello schermo porterà il nostro personaggio ad intimare al nostro amico di seguirci.
Le sezioni di inseguimento che abbiamo affrontato in questa breve sezione sono molteplici, alcune delle quali ci hanno introdotto al crouch, alla scivolata e ci hanno permesso di comprendere al meglio le potenzialità dello stealth. Dei 3 nemici “principali” che appariranno nella versione completa del gioco, quello che abbiamo affrontato sembrava essere un abile predatore in grado di fiutarci sulla distanza per poi lanciarsi all’inseguimento più folle. Parlando invece delle entità minori, abbiamo potuto osservare il trascinarsi inquietante di una quantità preoccupante di pelli umane scuoiate… un quadretto davvero terrificante.

In termini di polishing, ifeeling del movimento è ancora un tantino grezzo, scivoloso e non troppo reattivo quando si tratta di eseguire dei comandi come l’apertura di porte o l’attivazione di un trigger.
Parliamo comunque di un titolo la cui uscita è prevista per il Q1 del 2026, dando la possibilità agli sviluppatori di smussare tutte le problematiche con il tempo.
In tal senso, durante la prova, abbiamo pensato di chiedere informazioni sullo stato attuale del gioco, apprendendo che attualmente è completabile dall’inizio alla fine e che il team di sviluppo è completamente concentrato sulla risoluzione di bug sul taglio di eventuali contenuti che non saranno presenti nella versione finale.
Conclusioni
Reanimal è tutto ciò che avremmo voluto da Tarsier, un titolo ancora più cupo dei loro precedenti, reso tale dalla perdita o “liberazione” forzata da una IP che li ha costretti a ripensare e superare i propri limiti precedenti. Che sia o meno il legittimo erede dei vecchi titoli Tarsier nessuno può dirlo, ma siamo più che convinti che la strada intrapresa dal team in questa situazione delicata sia quella vincente, e non vediamo l’ora di poterla varcare nel 2026.
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