Di videogiochi ambientati nelle incantevoli terre d’Oriente, e che prendono spunto dalle favole delle mille e una notte, ne abbiamo conosciuti parecchi.
Prince of Persia, fin dalla sua uscita nel lontano 1989, ha dato vita ad una serie di opere videoludiche che hanno cercato di portare il giocatore in quelle fantastiche terre ricche di fascino e mistero.
Da Aladdin, passando per Arabian Night ai primi Assassin’s Creed, diverse software house nel corso degli anni hanno provato a cimentarsi in progetti che si rifanno a quei luoghi.
Ora è il turno di Blood Of Mehran, titolo indie sviluppato da Permanent Way Game & Co e pubblicato da Blowfish Studio, che vuole riportare in auge un genere, quello degli action/adventure, di cui forse non si sente proprio la mancanza.

Una storia di amori naufragati, vendetta, sciabole e sangue che ha suscitato il nostro interesse, ma che rischia di affondare tra le sabbie mobili della mediocrità.
Come mai? Beh, per scoprirlo non vi resta che continuare a leggere la nostra recensione completa.
TRAMA E NARRAZIONE
Iniziamo dicendo che purtroppo la storia non brilla per originalità e ha il sapore di qualcosa di già visto e rivisto.
Vestiremo i panni di un ex ufficiale fedele al re, Mehran, declassato ad un semplice contadino dopo essersi innamorato di una donna; decide quindi di abbandonare la legione e dare origine ad una nuova vita e famiglia.
La quiete però durerà poco ed il nostro eroe verrà raggiunto dal nuovo capitano dell’esercito, autoproclamatosi successivamente re con la forza e la tirannia.
Com’è facile immaginare, la famiglia di Mehran verrà trucidata e al prode guerriero non rimarrà altro che imbracciare di nuovo la scimitarra e cercare vendetta.

Una storia abbastanza banale, priva di mordente e che non viene neanche sostenuta dalla narrazione che risulta piuttosto approssimativa.
La qualità delle cutscenes aiutano solo fino ad un certo punto il giocatore ad immergersi nella storia; anche per quanto riguarda il character design del protagonista principale ed del suo tiranno, davvero poco ispirati.
Inoltre, i dialoghi che accompagnano la narrazione, sembrano monologhi privi di pathos e trasmettono poca o alcuna emozione al contrario delle musiche che risultano ben fatte.
Peccato, perché seppur l’idea di base del titolo non facesse gridare al miracolo, se fosse stata accompagnata da video e scene di intermezzo ben articolate, avrebbe colto maggiormente il nostro interesse.
GAMEPLAY E WORLD BUILDING
Come gia accennato in precedenza, Mehran si muoverà all’interno di un mondo di gioco che si rifà alle terre dell’antico Oriente: troveremo infatti deserti, città scintillanti, oasi verdeggianti oltre alle strutture e ambientazioni tipiche di quell’epoca.
Se da un lato va fatto un plauso agli sviluppatori per aver, almeno in parte, cercato di riportare su schermo l’atmosfera del tempo… dall’altro il risultato finale è abbastanza deludente.

In primis perche le azioni come camminare, saltare o arrampicarsi sulle pareti che il protagonista compie appaiono poco credibili, e anche le movenze degli altri personaggi risultano abbastanza approssimative. Anche l’interazione con l’ambiente non ci ha convinto in quanto, ad esempio, solo alcune casse o vasi potranno essere distrutti mentre tutto il resto del mondo di gioco non subirà alcun danno se verrà colpito.
Le mappe sono abbastanza circoscritte e il giocatore verrà guidato a seguire percorsi prestabiliti che permetteranno solo leggere deviazioni per recuperare reliquie ed oggetti di valore.
La sensazione comunque di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto e realizzato con poca dovizia di particolari è abbastanza palese.
Un action game approssimativo
Il nostro eroe avrà la possibilità di utilizzare come armi la scimitarra (anche doppia), l’arco (per colpire i nemici a distanza) e uno scudo per pararsi dagli attacchi dei nemici.
Un arsenale che, se da un lato è vero che potrà essere potenziato per sbloccare nuove abilità, dall’altro risulta essere abbastanza scarno.

Ad ogni modo, il vero problema di Blood Of Mehran è il combat system che, in un gioco action, dovrebbe costituire il fulcro dell’esperienza.
Purtroppo il titolo mostra diverse carenze e fallisce in maniera evidente l’obiettivo non solo per un eccessiva ripetivita’ ma anche per una realizzazione tecnica poco curata.
Spesso si ha la sensazione che i colpi non vadano a segno nonostante la barra energetica dei nemici cali, in altre occasioni invece il fendente colpisce l’avversario senza che questo subisca dei danni.
Anche la parata tramite lo scudo non è precisa e capita che, nonostante il corretto utilizzo, subiremo comunque il colpo.
Per avere la meglio negli scontri sarà sufficiente capire quale arma usare in base alla serie di nemici che dobbiamo affrontare. Sono presenti in ogni porzione di mappa delle fasi stealth che, a causa della bassa intelligenza artificiale degli avversari, risulteranno abbastanza facili da superare anche nei livelli più avanzati. Se a questo ci aggiungiamo una gestione della telecamera abbastanza imprecisa, soprattutto nelle sezioni con tanti nemici a schermo, potete comprendere come il gioco ci sia sembrato una grande delusione.
LONGEVITA’
Dal punto di vista contenutistico, Blood Of Mehran offre soltanto la storia principale che potrà essere portata a termine in circa dieci ore di gioco.
La difficoltà può essere selezionata fra tre diversi livelli, e quello intermedio da noi scelto ci è sembrato anche relativamente semplice.
Sia gli scontri con i nemici che quelli contro i boss non ci hanno mai impegnato così a fondo, quindi consigliamo agli eventuali hardcore gamer di optare per il grado di difficoltà più elevato.
Completano la storia principale alcune reliquie e collezionabili da raccogliere e spendere nei negozi per potenziare il nostro personaggio e migliorarne anche le abilità.
Un titolo che, una volta completata la missione principale, non offre nient’altro e che non punta neanche molto sul fattore rigiocabilità… sempre che desideriate veramente farlo.
COMPARTO TECNICO
Terminiamo la nostra analisi con un approfondimento del comparto tecnico e grafico e purtroppo, anche in questo caso, Blood Of Mehran non convince.
Permanent Way Game & Co si è avvalso del motore grafico Unreal Engine 5, ma il gioco oltre che risultare stilisticamente povero soffre anche di parecchi problemi di origine tecnica.
Per ciò che concerne gli spazi aperti, ambienti e location l’impatto è abbastanza buono, con texture fotorealistiche ed arredi ben rappresentati su schermo; ma ben diverso è il giudizio sulla qualità del protagonista principale che degli altri personaggi.
Mehran appare infatti poco dettagliato, rifinito e ancor peggio lo sono i vari antagonisti e PNG; anche per quello che riguarda i movimenti li abbiamo trovati un po’ legnosi, mancando di fluidità e credibilità.
La versione del gioco da noi provata soffriva inoltre di alcuni problemi tecnici: glitch, qualche PNG che appare e scompare, penetrazioni nelle strutture e cali di framerate improvviso.
Buone le musiche che cercano di immergere il giocatore nel mondo di gioco, peccato che il tutto venga vanificato da un doppiaggio di bassissima qualità, piatto ed in alcuni casi anche fuori sincro.
Noi abbiamo testato la versione PC di Blood Of Mehran e con un I7 13a Gen, 32Gb RAM e RTX 4080 siamo riusciti a giocare in 4K a 60FPS grazie all’utilizzo del DLSS e al netto dei problemi tecnici segnalati in precedenza.
Ringraziamo Stride PR per averci fornito una chiave del gioco per realizzare questo articolo.
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