Dreamworks ha annunciato Donkey, lo spin-off dell’amata saga cinematografica di Shrek dedicato al personaggio di Ciuchino, l’asinello che ha accompagnato l’orco in tutte le sue avventure e dai gusti romantici decisamente particolari. Ciuchino, che in lingua originale è interpretato da Eddie Murphy, si inserisce così nella lista dei personaggi che passano dall’essere comprimari a veri e propri protagonisti di prodotti stand-alone.
Prima di lui, nella stessa saga di Shrek, ci è riuscito l’altrettanto popolare Gatto con gli Stivali, che ha già ricevuto due film tutti suoi, usciti rispettivamente nel 2011 e nel 2022 e apprezzati sia dal pubblico che dalla critica. L’annuncio di Donkey arriva in un momento di rinnovato interesse per il franchise, dopo quello di Shrek 5, quinto capitolo della saga principale, arrivato a circa 14 anni di distanza da Shrek – E vissero felici e contenti e con uscita prevista per l’estate del 2027.
Le reazioni del pubblico, soprattutto dopo le prime immagini, sono state eterogenee: da una parte l’entusiasmo di chi non vede l’ora di rivedere su schermo i propri personaggi preferiti; dall’altra la diffidenza di chi teme che il loro ritorno possa rovinare i bei ricordi. Inoltre, i meme sul nuovo design dei personaggi – che segue la scia dei moderni film d’animazione, ma secondo alcuni è troppo distante dallo stile dei primi film – hanno invaso i social e i forum, segno di un’accoglienza tanto vivace quanto ironica.
È in questo contesto che DreamWorks ha deciso di annunciare lo spin-off su Ciuchino, fissando la data di uscita per il 2028 – un anno dopo Shrek 5 – e dando il via ad una vera e propria strategia di rilancio del franchise di Shrek. La sensazione è infatti che Dreamworks voglia tornare a puntare forte sulle avventure dell’orco più famoso del cinema, e per farlo vuole farsi aiutare anche dal suo compagno di avventure più fedele.
Le origini di Ciuchino
Donkey, questo il titolo originale, esplorerà le origini di Ciuchino, raccontando come sia diventato l’asinello logorroico che tutti conosciamo. Alla regia ci sono Charlie Bean e Matt Flynn, con quest’ultimo che compie un percorso di crescita dentro Dreamworks, passando da storyboard artist su Gatto con gli Stivali 2: L’ultimo desiderio a co-regista.
La scelta di Ciuchino come protagonista di un film stand-alone sembra azzeccata, e le reazioni online lo confermano. Sul web stanno già spuntando teorie sulle origini dell’asinello, che tentano di rispondere a una domanda che accompagna la saga sin dal primo film: da dove viene Ciuchino e perché sa parlare?
Secondo una delle ipotesi più diffuse, il personaggio sarebbe un ragazzo scappato dal Paese dei Balocchi di Pinocchio, il luogo in cui bambini possono giocare tutto il giorno e non studiare mai, trasformandosi però con il tempo in asini. Ciuchino sarebbe quindi riuscito a scappare prima che la metamorfosi si completasse del tutto, conservando così la capacità di parlare, e sarebbe arrivato nei pressi del Regno di Molto Molto Lontano.

Altri riconducono le sue origini a I Musicanti di Brema, favola dei fratelli Grimm che racconta di un asino, un cane, un gatto e un gallo che fuggono da una fattoria per diventare musicisti. L’asinello in questione potrebbe essere proprio Ciuchino, e l’ipotesi si sposerebbe bene con la sua propensione per il canto emersa più volte nei film principali.
C’è infine chi immagina una storia completamente originale, slegata da favole preesistenti ma fedele alle atmosfere tipiche dell’universo di Shrek. Secondo questa interpretazione, il protagonista aveva semplicemente bisogno di una spalla parlante, proprio come gli eroi delle fiabe classiche su cui la saga ironizza; ma essendo Shrek una parodia di quel mondo, la sua spalla non poteva che essere un asinello invadente e chiacchierone.

In ogni caso, ciò che fa ben sperare per un possibile universo narrativo più ampio e strutturato è il fatto che la stessa saga nasce dalla rilettura e dall’unione parodica delle fiabe classiche, attingendo a personaggi e archetipi che appartengono all’immaginario collettivo da secoli. Ogni personaggio racchiude già una fiaba tutta sua, basta scegliere quale raccontare e come reinterpretarla: Ciuchino è forse l’esempio perfetto di questo potenziale, un personaggio secondario che diventa protagonista con una storia tutta da scoprire.
È proprio questo a rendere Shrek un franchise diverso dagli altri, che affonda le radici nella tradizione delle fiabe ma continua a reinventarla con uno sguardo moderno e ironico. Se DreamWorks riuscirà a sviluppare questa idea con coerenza, il franchise di Shrek potrebbe passare dall’essere una semplice saga di film ad un vero e proprio universo fiabesco contemporaneo.
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