La nostra anteprima di Blood of the Dawnwalker | Un GDR da tenere d’occhio

Una delle tantissime opportunità che abbiamo deciso di cogliere al balzo durante la gamescom di questo 2025 straripante di novità è stata quella di partecipare alla presentazione di Blood of the Dawnwalker, ultima grande produzione di casa Bandai Namco sviluppata da un gruppo di veterani dell’industria.

A prima vista, è difficile non evidenziare le similarità con il grande classico dei GDR occidentali The Witcher 3, che appena 10 anni fa lasciava un segno indelebile nel mercato; potendo seguire la presentazione, tuttavia, possiamo affermare che c’è molto di più dietro a questo progetto di ciò che le apparenze potrebbero far intendere.


Cos’è Blood of the Dawnwalker?

Ambientato in un medioevo al limite fra il fantasy e la verosimiglianza storica in cui il vampirismo è radicato profondamente nella società e nella religione, il titolo ci mette nei panni di Coen, un giovane solitario che deve la vita proprio a queste creature mostruose e subdole.

Dopo un breve incipit di trama che eviteremo di anticiparvi, la demo ci ha catapultati direttamente in una scenario suggestivo in cui scatenare i nostri poteri notturni per esplorare e affrontare i nemici di pattuglia.
Il sistema di combattimento si è rivelato sin da subito una sorpresa, permettendoci non solo di attaccare con dei pericolosi artigli, ma anche di affrontare gli scontri con la spada tramite un duplice assetto.

Infatti, se da una parte possiamo utilizzare i nostri attacchi senza particolare attenzione con grosse spazzate poco precise, esiste la possibilità di attivare una modalità multidirezionale per parare a tempo i nemici e sfruttare al meglio eventuali fianchi scoperti.
La parata non è soltanto uno strumento di difesa, dal momento che effettuare una serie riuscita di deflect ci farà anche riguadagnare della stamina preziosa.
Infine, ci è stata mostrata la possibilità di reimpostare la visuale dello scontro da over the shoulder a più lontana, un’opzione che abbiamo sicuramente apprezzato.

Esplorazione e dialoghi

In qualità di Dawnwalker, il nostro protagonista dispone di una serie di poteri vampirici che si rivelano significativi anche durante l’esplorazione degli ambienti.
Ad esempio, ci verrà data la possibilità di muoverci sui muri verticalmente o di arrampicarci sul soffitto, così come di effettuare dei dash e dei brevi teletrasporti verso posizioni difficilmente raggiungibili dalla forma umana.

In questo senso, abbiamo apprezzato l’apertura a diverse tipologie di approccio a ciascun obiettivo che ci ritroveremo assegnati nel corso dell’avventura. Coen ha infatti a disposizione un numero limitato di giorni per portare a termine la sua missione principale, rendendo quindi importante la scelta di una strada che prioritizzi l’efficacia e la rapidità ma anche il loot.

Anche con questa pressione ulteriore data dal limite di tempo, il titolo ci è sembrato in verità piuttosto lento nei ritmi, specialmente se consideriamo la quantità di dialoghi e interazioni con l’ambiente che saranno necessari ad avanzare nelle quest principali e secondarie. Si tratta, anche in questo senso, di qualcosa che ci sentiremmo di avvicinare all’esperienza pacata ma ricca d’avventura di un the Witcher, con l’aggiunta di un fondo rischioso di verità storica che rischia di annoiare il giocatore meno attratto da questi ritmi.

Infine, tra le abilità del nostro personaggio, non possiamo non menzionare la possibilità di parlare con i morti attraverso un particolare rituale, molto utile a ricavare informazioni preziose attraverso l’utilizzo di preziosi catalizzatori. Resta da vedere quanto l’utilizzo di questa feature verrà lasciato alla volontà del giocatore, e quanto invece sarà dettato dall’andamento di determinate questline.

Anche l’occhio (e l’orecchio) vuole la sua parte

Volendo concludere questa anteprima, possiamo parlare brevemente di quanto abbiamo apprezzato l’estetica generale delle ambientazioni della demo build, suggestive nel loro volersi porre come tramite fra una interpretazione realistica ed un contesto fantasy. Il tutto viene sorretto da un comparto tecnico di buon livello, ancora lungi dall’essere rodato e smussato a dovere ma che già ora mostra i muscoli della next-gen.

Un discorso simile andrebbe fatto per le OST, le quali però ci sono sembrate davvero simili a quelle di The Witcher 3, forse al punto da non essere distinguibili.
Anche in questo caso è difficile trarre delle conclusioni, considerando che il titolo si prospetta molto longevo e la data di uscita è decisamente lontana e prevista per non prima del 2026.


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