Seguire lo sviluppo di Stranger Than Heaven è stata per noi un’esperienza quasi surreale: inizialmente incuriositi dalla sua ambientazione e poi emozionati all’idea che potesse collegarsi al franchise di Yakuza, per rimanere infine completamente conquistati dal suo gameplay ricco di personalità e da uno dei trailer più intriganti che abbiamo visto negli ultimi anni.
Insomma, la nostra curiosità era al massimo storico ed è proprio per questo che non potevamo che accogliere con entusiasmo l’opportunità di provare il gioco in anteprima durante la Gamescom 2026.

Allo stesso tempo, però, il titolo porta sulle spalle aspettative enormi e non pochi dubbi, con alcuni fan che si sono detti perplessi di fronte a determinate scelte creative adottate dal team di sviluppo, mentre altri hanno accolto con sorpresa l’eccentricità di contenere personalità note come Snoop Dogg e la cantante Uta.
Quindi, Stranger Than Heaven merita davvero tutto questo interesse, l’hype e le infinite discussioni che sta generando online, oppure rischia di diventare un progetto destinato a rimanere schiacciato dal peso delle proprie ambizioni? Dopo aver trascorso un’ora con il gioco, siamo pronti a raccontarvi le nostre prime impressioni sull’ultima fatica di Ryu Ga Gotoku Studio!
Un progetto ambizioso
Il nostro provato è in realtà iniziato con un breve video introduttivo dedicato alle meccaniche di gioco presentato da Masayoshi Yokoyama, attuale capo dietro Ryu Ga Gotoku Studio, che ci ha illustrato più nel dettaglio come sarà strutturato il gioco una volta che arriverà sul mercato. Ben poco è stato invece svelato sul fronte narrativo, e ancora meno ci è stato mostrato, a eccezione di un breve trailer che ha nuovamente posto l’accento sul cast internazionale diviso tra personaggi giapponesi e americani, sottolineando ancora una volta l’enorme ambizione di un progetto che mira ad essere uno dei più grandi mai realizzati dallo studio.
Per quanto riguarda la storia, al momento sappiamo che si tratterà di un racconto incentrato su due protagonisti alla ricerca di un luogo da poter finalmente chiamare casa, e che il loro viaggio partirà dalle umili origini di semplici sottoposti con l’obiettivo di costruire da zero un vero e proprio impero nell’arco di cinque diverse ere temporali.

Durante il nostro provato abbiamo avuto modo di vedere soltanto tre dei periodi storici e delle città disponibili, e ciò che ci ha colpito immediatamente è la volontà di differenziare ogni ambientazione anche attraverso una particolare attenzione al contesto storico e temporale nel quale è inserita.
Purtroppo la libertà esplorativa, nel corso della demo, era tanto limitata quanto la componente narrativa ed è quindi ancora troppo presto per formulare un giudizio concreto su quanto visto, soprattutto considerando che il titolo è tuttora in fase di sviluppo.
Anzi, in tutta onestà speriamo che il titolo abbia ancora modo di migliorarsi soprattutto sotto il lato tecnico, dato che abbiamo riscontrato una resa visiva piuttosto sgranata accompagnata da un effetto di ghosting particolarmente marcato.
Il Combat System
Passiamo quindi al vero punto focale della demo che ci è stata fornita: il combat system. La prova era suddivisa in tre sezioni, ciascuna caratterizzata da un diverso livello di difficoltà, con l’ultima che si è rivelata a tutti gli effetti una vera e propria boss fight contro una sorta di samurai.
Nei primi due livelli abbiamo dovuto invece affrontare rispettivamente una banda di semplici sgherri e un gruppo guidato da un avversario di dimensioni decisamente più imponenti, completamente inamovibile dai normali attacchi.
Prima di entrare nel dettaglio degli scontri, però, è doverosa una introduzione al sistema di combattimento vero e proprio, che si è rivelato decisamente più articolato di quanto i trailer avessero lasciato intendere a un primo sguardo.
Ignorando per il momento le numerose combo disponibili, uno degli elementi più importanti riguarda la gestione dei singoli arti del personaggio: giocando con un controller, i grilletti sul lato sinistro permettono di controllare il rispettivo braccio, così come quelli sul lato destro gestiscono l’altro, potendo quindi alternare colpi leggeri e pesanti sui due lati del corpo e combinandoli tra loro per sorprendere gli avversari.

Sarà quindi necessario e fondamentale prestare attenzione ai movimenti dei nemici soprattutto quando assumono una posizione difensiva, in quanto colpire il lato giusto permette infatti di spezzarne la guardia e aprire una finestra per attaccare. La stessa attenzione va però riservata anche quando siamo noi a doverci difendere, dal momento che persino la parata richiede una pressione combinata dei tasti B e L1 o R1, a seconda del lato del corpo che vogliamo proteggere.
Non mancano anche le schivate, che durante la nostra prova abbiamo però trovato decisamente meno efficaci rispetto alla semplice guardia, dato che il loro utilizzo richiede un tempismo estremamente preciso e un margine d’errore piuttosto ridotto, con un fallimento che può tradursi rapidamente in una quantità considerevole di danni.

Combattere a mani nude può quindi risultare inizialmente piuttosto complesso, e non nascondiamo di aver avuto bisogno di qualche tentativo prima di memorizzare tutti i comandi e, soprattutto, i corretti tempismi con cui eseguire le varie mosse. La buona notizia è che, nonostante la considerevole quantità di azioni a disposizione, il giocatore non viene mai realmente sopraffatto dalle possibilità offerte e, anzi, dopo pochi minuti ci siamo già trovati sufficientemente a nostro agio da poter affrontare anche le difficoltà più elevate senza particolari problemi oltre quelli proposti dalla sfida selezionata.
Armi e stamina
Colpire a pugni i poveri viandanti che avranno la sfortuna di incrociare la nostra stessa strada è tuttavia soltanto una delle possibilità offerte dal combat system, nonché uno dei tredici diversi stili di combattimento che il gioco metterà a disposizione del giocatore.
Durante la demo abbiamo avuto modo di provare altre due armi, un coltello e una sbarra di ferro, che si comportano esattamente come ci si aspetterebbe: il coltello è rapido e letale, ma infligge meno danni con ogni singolo colpo, mentre la sbarra di ferro è molto più lenta e pesante al punto da poter addirittura mandare al tappeto un avversario con un solo attacco, ma utilizzarla ci espone maggiormente agli attacchi nemici.
Le diverse tipologie comprendono poi una moltitudine di armi, ciascuna caratterizzata da velocità e valori di danno differenti, come abbiamo potuto constatare direttamente durante le varie fasi della demo dove il cambio di equipaggiamento comportava anche una variazione dell’aspetto e delle statistiche d’attacco.

Paradossalmente, però, nonostante le armi rendano il gameplay decisamente più semplice, durante la nostra prova abbiamo trovato particolarmente divertente cambiare continuamente equipaggiamento e alternare i diversi stili di combattimento. Sperimentare con le varie possibilità permette infatti di creare combo in grado di adattarsi di volta in volta alla tipologia di nemico che ci si trova davanti.
Una delle meccaniche più interessanti riguarda però il sistema di equilibrio, che in un certo senso ci ha ricordato quanto già visto in Sekiro: Shadows Die Twice, con sia il protagonista e i nemici che dispongono di una barra che può essere progressivamente ridotta concatenando una serie di attacchi.
Una volta spezzato l’equilibrio dell’avversario, sarà possibile eseguire una sorta di attacco finale in grado di infliggere una quantità considerevole di danni, mentre nel caso dovessimo essere noi a subire o parare troppi colpi consecutivi, il nostro equilibrio crollerà facendoci finire a terra e lasciandoci completamente vulnerabili agli attacchi nemici a meno che di non riuscire a reagire con una schivata al momento giusto.
In attesa di Stranger Than Heaven
È difficile dare una vera e propria valutazione a Stranger Than Heaven, soprattutto perché a conti fatti abbiamo avuto modo di provare soltanto una piccola parte di ciò che il titolo sembra avere davvero da offrire.
Sul fronte narrativo, infatti, sappiamo ancora pochissimo se non che il gioco sarà ambientato nello stesso universo di Yakuza, e rimangono inoltre molte domande sul gameplay considerando che durante la demo abbiamo potuto mettere alla prova soltanto una minima parte degli stili di combattimento che saranno disponibili nella versione completa.

Quel che possiamo dire oggi dopo le ore trascorse con la demo è che il combat system, sebbene nelle prime fasi possa risultare piuttosto macchinoso e richieda un po’ di tempo per essere assimilato, una volta presa confidenza con comandi e tempismi diventa molto divertente e appagante. E dobbiamo ammettere che riuscire ad arrivare fino al boss della demo senza fare affidamento su alcuna arma e abbatterlo esclusivamente con i nostri pugni si è rivelata una sfida sicuramente impegnativa, ma anche tanto appagante.
Non ci resta quindi che aspettare l’uscita completa di Stranger Than Heaven per scoprire se la curiosità formata in questa prima prova verrà appagata una volta che avremo il gioco completo in mano.
Stranger Than Heaven arriverà su PS5, Xbox Series X/S e Steam il 15 Gennaio 2027.
Ringraziamo SEGA per averci dato l’opportunità di provare in anteprima Stranger Than Heaven in occasione della Gamescom 2026.
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