Dopo Resident Evil 9 e Pragmata, la nostra avventura con Capcom alla Gamescom 2025 continua con il nuovo capitolo della sfortunatamente dimenticata saga della software house giapponese; parliamo di Onimusha: Way of the Sword.
Il titolo non è altro che un’ulteriore storia non collegata al primo capitolo ma ambientata nell’universo di Onimusha, creato da Jun Takeuchi nel 2001, e potrà quindi essere giocata anche dai neofiti della serie ed essere apprezzabile e, soprattutto, accessibile per tutti.
Introduzione

In questa nuova avventura prenderemo i panni del celebre spadaccino Musashi Miyamoto che, come di consueto, riuscirà ad ottenere il possesso dell’Oni Gauntlet e di tutti i suoi straordinari poteri.
La trama del gioco ruoterà quindi attorno a tale strumento e alla sua abilità di fare vedere al combattente storie passate legate alla natura delle terre visitate, e il nostro obiettivo sarà quello di comprenderle per sradicarne il male che vi abita così da liberare i cittadini dal terrore degli spiriti.
Musashi viene presentato come un protagonista carismatico e che non esita a fare battute o a mostrarsi sfacciato di fronte alle cose più strane che gli si parano dinanzi. Seppur ancora non abbiamo molte informazioni a riguardo, da quel che abbiamo visto ci sentiamo di poter affermare che sembra essere un personaggio tutto sommato convincente e a tratti diverso da quello che ci si potrebbe aspettare da un titolo simile.
Le nostre impressioni
Appena aperto il titolo, verremo immediatamente catapultati in un combattimento faccia a faccia con degli spiriti umanoidi assetati di sangue e, dopo averli visti uccidere cittadini innocenti senza la possibilità di reagire, ci verranno spiegati i comandi principali per eseguire la nostra prima uccisione.
Notiamo subito come il combattimento sia incredibilmente soddisfacente, con una tale brutalità da parte del nostro protagonista che esploderà nel corso della battaglia con una danza spettacolare che si rivelerà non solo soddisfacente da eseguire ma anche un vero e proprio spettacolo per gli occhi.
Da questo punto di vista, l’utilizzo della spada ci ha ricordato molto quello di Ghost Of Tsushima, ormai grande fonte di grande ispirazione per quasi ogni titolo che si ambienta nel Giappone feudale.
Il gioco conserva inoltre alcune meccaniche dei giochi originali, tra le quali troviamo anche la possibilità di raccogliere le Genma Souls una volta abbattuti i nemici: grazie a queste, potremo eseguire potenti attacchi in grado di ferire a fondo anche i nemici più forti, e saranno essenziali anche per potenziare le nostre armi con upgrade che richiederanno un costo non indifferente.

Per poter avere un’esperienza tutto sommato priva di problemi o di sfide troppo complicte, saremo obbligati a imparare a sfruttare a dovere il parry che si rivelerà immediatamente una parte centrale del combat system del gioco. Se in seguito a questa informazioni alcuni di voi stanno già iniziando a sudare freddo, sapendo bene che normalmente in giochi simili tale meccanica gli crea non pochi grattacapi, possiamo tranquillamente rassicurarvi: il sistema dei parry va molto a favore del giocatore, e vi saranno ampi spazi aperti per poterli eseguire all’interno dei combattimenti senza grandi problemi.
Per la maggior parte del nostro provato abbiamo affrontato nemici base del titolo, avendo avuto anche l’occasione di affrontare in duello uno dei primi boss. Appare fin da subito chiaro che tra questo e i normali avversari che possiamo trovare normalmente si trova una differenza abissale, con il primo molto più veloce ed astuto degli spiriti e con attacchi decisamente più potenti.
Nonostante sia normale aspettarsi un boss significativamente più complicato dei propri sgherri, al contempo riteniamo che un divario di difficoltà così ampio potrebbe rendere l’esperienza di gioco particolarmente sbilanciata, e in definitiva più frustrante che altro.

Dal punto di vista grafico, invece, si può dire che il titolo non sia eccelso e che presenta i problemi tipici che si vedono anche in altri titoli Capcom che utilizzano il RE engine, come ad esempio il mancato realismo dei capelli o dell’occlusione ambientale. Tuttavia, ci sentiamo anche di spezzare un lancia a suo favore per la splendida fisica dei vestiti e più in generale dell’art style.
Questo nuovo titolo presenta infatti uno stile realistico in cui spiccano numerosi elementi facenti parte del folklore giapponese, che contribuiscono a donare più personalità all’opera e ci porteranno a nutrire un sempre maggiore interesse verso il mondo di gioco.
Anche nei combattimenti troviamo una regia molto cinematografica che “gli fa da padrona”, rendendo le boss fight e i normali duelli una pura gioia per gli occhi, dovuto in parte anche all’ottimo gore che viene ampiamente sfruttato e che contribuisce a dare una vena più realistica al titolo.

Sempre parlando dello stile del gioco e specialmente della narrazione, le cutscene in cui potremo vedere il passato della città e dove interagiremo con il guanto saranno molto interessanti e ben realizzate, riuscendo anche a risultare alquanto angoscianti in diversi momenti.
In conclusione, non vediamo l’ora di conoscere più dettagli riguardo ad Onimusha: Way of the Sword e soprattutto a provarlo nella sua interezza, e siamo inoltre fiduciosi nel fatto che sia vecchi fan della serie che nuovi potenziali curiosi saranno sorpresi da ciò che il titolo potrà offrire.
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