Altra scossa di terremoto in casa Microsoft: Piano per 4.800 licenziamenti globali. Asha Sharma: “Il business Xbox non è in salute”

L’ennesima e durissima scossa colpisce le fondamenta dell’industria dei videogiochi, confermando una crisi strutturale che sembra non trovare fine. Microsoft ha annunciato ufficialmente un colossale piano di ristrutturazione aziendale che prevede il taglio di 4.800 posti di lavoro a livello globale, pari a circa il 2,1% della sua forza lavoro totale, e a pagare il prezzo più salato è la divisione Xbox investita da quello che la CEO Asha Sharma ha definito senza mezzi termini “il più significativo processo di ristrutturazione della sua storia”.

L’operazione comporterà il licenziamento di ben 3.200 dipendenti legati al settore gaming (circa il 20% dell’intero organico Xbox) nel corso dell’anno fiscale 2027. La prima ondata di tagli è già partita oggi, lunedì 6 luglio 2026 con 1.600 licenziamenti a effetto immediato, mentre i restanti 1.600 ruoli verranno eliminati progressivamente nei primi mesi, seguendo tempistiche differenziate a seconda delle complesse normative sindacali e del lavoro dei vari Paesi, in particolare quelli europei.


“MARGINI DEBOLI E CRISI HARDWARE”
L’ALLARME NELLA NOTA INTERNA

A rivelare i dettagli drammatici di questa manovra è stata una mail interna inviata dalla CEO di Xbox, Asha Sharma, intercettata e verificata dalle principali testate giornalistiche internazionali, che ha tracciato un quadro impietoso dello stato di salute della divisione gaming di Redmond.
Negli ultimi cinque anni, Microsoft ha investito oltre 20 miliardi di dollari nell’espansione dei propri studi (escludendo la colossale acquisizione di Activision Blizzard da 69 miliardi), ma i ritorni commerciali non sono stati all’altezza delle aspettative.

“Mentre queste attività hanno generato un valore significativo, non sono cresciute al ritmo che ci aspettavamo. Di conseguenza, il nostro core business si è indebolito […] In alcune aree dell’azienda, il lavoro passa attraverso ben 14 livelli di gestione. Sappiamo che la grande tecnologia migliora quando diventa più semplice, non più grande. Inoltre, l’industria sta affrontando la più grave crisi dell’hardware della sua storia. Dobbiamo resettare XBOX.”Asha Sharma, CEO di Xbox

Secondo la nota inviata ai dipendenti, la divisione Xbox ha chiuso l’ultimo anno fiscale con un margine di profitto risicato di appena il 3%, posizionandosi da 3 a 10 volte al di sotto dei competitor diretti e delle piattaforme di publishing comparabili. Addirittura, Sharma ha ammesso che, in un anno tipo, i first-party studios hanno registrato perdite pari a 64 centesimi per ogni dollaro investito.


L’ESODO DEGLI STUDI

Il piano di “reset” non prevede soltanto la riduzione del personale, ma un vero e proprio ridimensionamento del portfolio di Xbox Game Studios.
Microsoft ha annunciato la separazione da quattro importanti team di sviluppo acquisiti negli anni passati, mentre un quinto studio è attualmente sotto revisione:

  • Double Fine Productions: Lo storico studio guidato da Tim Schafer (autore di Psychonauts) tornerà completamente indipendente, mantenendo i diritti sulle proprie IP e sul proprio catalogo.
  • Compulsion Games: Il team canadese dietro a South of Midnight riacquisterà lo status di studio indipendente.
  • Ninja Theory: Anche gli autori di Hellblade acquisteranno lo status di studio indipendente.
  • Undead Labs: Infine, lo studio specializzato nella saga survival State of Decay seguirà lo stesso destino degli altri, diventando indipendente.

Un dettaglio cruciale riguarda la gestione delle proprietà intellettuali: tutti gli studi in uscita manterranno i diritti sui rispettivi franchise.
Con questa mossa, del quintetto di studi storici annunciati in pompa magna da Microsoft all’E3 2018 per rilanciare il brand, soltanto Playground Games (Forza Horizon, Fable) rimane saldamente sotto l’egida di Redmond.

Asha Sharma ha poi confermato ufficialmente che nessun progetto o titolo first-party già annunciato pubblicamente sarà cancellato a causa dei tagli. I licenziamenti toccheranno in modo trasversale tutte le macro-aree, incluse Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios, ma la priorità strategica si concentrerà sui franchise più redditizi come Call of Duty, Minecraft, Fallout e The Elder Scrolls. Inoltre, Mojang e King risponderanno ora direttamente alla CEO.

La strategia di Microsoft: Meno gaming, più Intelligenza Artificiale

I tagli operati da Microsoft non si limitano a Xbox, e i restanti 1.600 licenziamenti globali andranno a colpire le divisioni di consulenza e le forze di vendita (Sales & Consulting) nel corso del prossimo futuro. L’obiettivo della multinazionale è ottimizzare i costi strutturali per convogliare le risorse economiche verso il vero motore trainante dell’attuale mercato tecnologico: l’Intelligenza Artificiale.

La Chief People Officer di Microsoft, Amy Coleman, ha chiarito in un messaggio ai dipendenti che i ruoli eliminati non verranno direttamente rimpiazzati dall’IA, ma ha riconosciuto che questa tecnologia sta radicalmente cambiando i flussi lavorativi: “Le aziende non possono scegliere se il proprio settore cambia, possono solo scegliere se cambiare insieme a esso”.
Proprio la scorsa settimana, Microsoft ha stanziato un piano da 2,5 miliardi di dollari volto a inserire 6.000 ingegneri specializzati presso le aziende clienti per accelerare l’adozione dell’IA.

Mentre i colossi tech investono cifre vicine ai 700 miliardi di dollari complessivi sull’IA durante quest’anno, l’industria videoludica tradizionale si ritrova a fare i conti con un ridimensionamento senza precedenti, stretto tra l’aumento vertiginoso dei costi di sviluppo e la saturazione del mercato hardware.
Per Xbox si apre un’era di “snellimento organizzativo” draconiano, mirato a ridurre i livelli di gestione a non più di 3 o 5 passaggi intermedi, con la speranza dichiarata di ritornare a una crescita solida ed efficiente entro il 2027.


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