Quello di cui andremo a parlare oggi è il porting PCVR di un già noto videogioco horror tratto dal celebre film Blair Witch, capostipite del sottogenere del found footage nonchè un pilastro della filmografia dell’orrore.
Nell’analizzare il titolo ci concentreremo prima su una rapida discussione su quella che è la trama e il gameplay del gioco in sè per poi indirizzare la nostra attenzione sugli aspetti più tecnici inerenti al porting VR.


La trama

In Blair Witch assumeremo il ruolo di Ellis Lynch, veterano affetto da PTSD, che decide di unirsi nella ricerca di un bambino scomparso nei boschi del Maryland accompagnato dal suo fedele cane poliziotto Bullet.
Con questo incipit il gioco non rinuncia ad approfondire la storia del nostro protagonista attraverso una serie di flashback in cui vedremo spesso spiccare la figura di Jess, ex compagna nonché un importante sostegno morale in alcune fasi della storia.

A nostro avviso queste sezioni risultano poco interessanti e a tratti confuse, andando anche a minare la continuità di quello che è il climax d’atmosfera che caratterizza le parti finali del titolo.
Lo scorrere degli eventi che ci vedono protagonisti attivi risulta invece piuttosto superficiale seppur qualche scena ci abbia convinto particolarmente a livello d’atmosfera ed evoluzione dello scenario.

Altro elemento interessante è quello soprannaturale che fa la sua comparsa in più punti, anche dove non ce lo saremmo aspettati, lasciandoci piacevolmente sorpresi dal punto di vista del gameplay ma dubbiosi per quanto concerne la narrativa e la coerenza del mondo di gioco.

Da segnalare anche la presenza di più finali a coronare un’esperienza dalla durata di circa 6 ore, anche questa sufficiente considerando il genere di appartenenza.

In definitiva, la trama di Blair Witch pur essendo sufficiente e ricca di qualche piacevole sorpresa, non rappresenta un elemento fondamentale per il gioco nel suo complesso e se da un lato ci dispiace data la particolarità dell’opera da cui è tratto, è esattamente quello che ci saremmo aspettati da un titolo con queste premesse.


Il gameplay

Blair Witch è un horror in prima persona abbastanza tipico, le cui principali novità di gameplay sono rappresentate dall’interazione con Bullet e dalle possibilità offerte dall’ambientazione boschiva.
Per quasi la totalità del titolo saremo infatti impegnati a districarci fra gli alberi nel tentativo di seguire le tracce del bambino scomparso affidandoci al fiuto di Bullet con cui potremo interagire in diversi modi, mandandolo alla ricerca di oggetti utili, indicandogli come muoversi e ovviamente coccolandolo all’occorrenza.

E proprio la raccolta di oggetti rappresenta una delle principali attività che sarà possibile svolgere durante lo scorrere degli eventi, potendo collezionare non solo elementi principali da inserire nel nostro zaino ma anche vari collezionabili e note di approfondimento.

Come ci si può aspettare da un titolo horror, anche in Blair Witch avremo a che fare con delle inquietanti creature ostili alla nostra presenza, che in questo caso potremo allontanare utilizzando la torcia elettrica a nostra disposizione.
Interessante anche la presenza di alcuni nemici visibili soltanto attraverso la telecamera, trovata interessante e molto efficace nell’intento di spaventare il giocatore.

Vorremmo poter parlare approfonditamente di una specifica meccanica riguardante la manipolazione del tempo ma lasceremo a voi il piacere di esplorarla in quanto fondamentale per la risoluzione di alcuni enigmi legati alla trama.

Infine, è degna di nota la presenza di un telefono cellulare con cui è possibile chiamare i nostri contatti e persino giocare qualche vecchio classico come snake o astro blaster.


Il porting VR

Portare un gioco horror in VR significa volerne amplificare l’efficacia, essendo chiaramente un’ottima scelta per quanto concerne la sensazione di immersività.
Il gioco flat per computer e console già vedeva in questa sua caratteristica l’aspetto più riuscito, grazie ad un ambientazione boschiva meravigliosa quanto inquietante, ricca di interessanti soluzioni di game design atte a confondere il giocatore ed aumentare la sua sensazione di smarrimento.

In questo caso, sfortunatamente, ci ritroviamo a recensire un porting che non è riuscito totalmente nel suo intento ma che rimane su ottimi livelli generali di qualità.

Dove hanno sbagliato…

In precedenza abbiamo accennato ad alcune interessanti trovate di game design, tuttavia, con nostra grande delusione, sono apparse piuttosto mal adattate all’esperienza VR, rimuovendo la “magia” originale e lasciando spazio ad un trucco mal nascosto e a tratti fastidioso nella realizzazione.
Non nascondiamo che rivivere queste specifiche soluzioni era ciò per cui provavamo maggior eccitazione in vista di una versione in realtà virtuale del titolo.
Altro difetto sta nella resa degli oggetti lontani, inevitabilmente affetti da forte aliasing nonostante il pesante uso di filtri appositi e upscaling.
Filtri che vanno ad appesantire un titolo che è già di base molto pesante nella sua versione PCVR che porta nei requisiti minimi una GTX 1080 e un i5-8600K.

Cosa c’è di buono…

L’efficacia offerta dalla versione flat è di fatto boostata in questa sua versione VR, che al di là di qualche problema tecnico appare più immersiva e inquietante che mai, offrendo sequenze di gioco in cui non potrete che cedere alla pura sensazione di terrore.
Anche la UI è stata resa piuttosto bene, potendo accedere all’inventario attraverso lo zaino sulle nostre spalle e switchando gli oggetti semplicemente raccogliendoli dal nostro corpo virtuale su cui sono appesi.
I controlli ci sono sembrati abbastanza responsivi, permettendoci delle interazioni che risultavano bloccate nella versione originale ma che purtroppo risultano del tutto inutili anche in questa riproposizione.
Abbiamo apprezzato anche la resa tecnica di Bullet che seppur non esente da qualche sporadico bug, rimane un fantastico compagno d’avventura.


Come sempre vorremmo ringraziare i ragazzi di Bloober Team per averci fornito una key del gioco per questa recensione

Potete acquistare Blair Witch VR a 25 euro sull’Oculus Store o su Steam cliccando qui.
Ricordiamo che il titolo è disponibile anche per Oculus Quest I e II e per PSVR.

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  • 7.5/10
    Gameplay e longevità - 7.5/10
  • 6.5/10
    Storia e personaggi - 6.5/10
  • 8/10
    Porting - 8/10
7.3/10

In conclusione

Blair Witch VR è un porting discreto di un titolo che ha come miglior pregio l’immersività e che quindi giova in maniera particolare di questa tecnologia.

Di Mario Ricerni

Appassionato di videogiochi, cinema e musica, ha creato STWGames per condividere il sogno di entrare in diretto contatto con l'industria che ha ammirato sin dall'infanzia.